Ragazzo non lo so, forse è un qualcosa che sento come necessità primordiale, come un qualcosa che è sempre acceso dentro di me. Credo che il Correre ti permetta di iniziare una nuova avventura; oggi ho avuto modo di pensare che quello che mi piace di una gara non è tanto l'arrivo e molte volte neppure la gara in sé: amo la partenza. La sensazione di trovarmi sulla linea, in solitudine con me stesso eppure al contempo con altre centinaia di persone, ognuna della quali con un obiettivo diverso, con ansie, paure e aspettative differenti. Quello è il momento nel quale hai deciso di cominciare, di metterti in gioco senza sapere come andrà a finire, anzi cosa succederà da lì a breve. Ma non importa: importa esserci. Importa esserti vestito, avere rinunciato al solito, a quello che è comodo e garantito per andare a provare e a tentare qualcosa di nuovo. E se andrà male? Non avrai rimpianti ragazzo, fidati! Non potrai mai crucciarti su un maledetto "chissà cosa sarebbe successo se...". È tanta roba!
"See vabbè ma perché sbatterti quando stai bello comodo in casa? Sei fuori?"
A chi non piace la comodità? Io sono il primo ad amarla. Sono un fottuto abitudinario, con i miei riti e i miei tempi scanditi con precisione ma sai...alle volte occorre shakerare il tutto. Scuotere, se meglio ti garba il verbo...Perchè stare fermo alla lunga logora. E' una comodità solo apparente quella. "Chi si ferma è perduto!" diceva il Principe Antonio De Curtis. Piuttosto rallenta, guardati intorno ma non fermarti ragazzo. Prendi un respiro e vai su quella linea. Aspetta lo sparo e poi parti. E se ti farai male dopo 10 metri, 1 km o 20 km poco importa: intanto sei partito. C'è gente che rimane ferma tutta la vita..ti sembra poco?
"Si puo' darsi che tu abbia ragione ma il problema è che gli altri son più bravi di me e lo so. Chi me lo fa fare di fare figure?"
Sai cosa penso? Che molte volte quando sono sulla linea di partenza in attesa dello start provo la sensazione di essere io contro me stesso. Sono io che devo migliorarmi, sono io che devo dimostrare che oggi sarò più bravo di ieri. Ognuno è un piccolo mondo. Alle volte mi è capitato durante una gara di intestardirmi nel voler superare chi era davanti a me e che era palese fosse più bravo, perlomeno in quel giorno e sai cosa è successo? Non solo non ce l'ho fatta ma ho persino perso l'occasione di migliorare me stesso per il troppo volere fare. Bisogna conoscere i propri limiti ragazzo e occorre accettarli. Non è debolezza: è consapevolezza. E' intelligenza. Non è sapersi accontentare: è conoscere a fondo se stessi. Solo accettando qualcosa di reale e tangibile ti permette di costruirci sopra qualcosa che ti farà andare più veloce.
"Si ma allora vincere non conta nulla scusa?"
Certo che conta. Ma più di tutto conta accettare di competere. Se sai in cuor tuo che in quella gara, in quel giorno, in quella città non ne hai proprio non è comunque una buona scusa per rinunciare. A distanza di mesi sai quale è stata la gara che mi ha dato più soddisfazione? La Mezza di Vitoria Gasteiz.
"Ahahaha, ma se dopo 500 metri ti sei ritirato...e sei pure andato fino a la per nulla!"
E' vero ragazzo, mi sono ritirato. Ma sai che c'è? Quella mattina avevo 38.5 di febbre, lo stomaco a pezzi. Il mio hotel era a circa 2 km dalla partenza. Cosa avrei dovuto fare? Sapevo in cuor mio che non sarei stato in grado di correre per più di 1 km., altro che 21 km Lo capivo mentre camminavo verso lo stadio. Avevo freddo, sonno, ero incazzato. Mesi che aspettavo quella occasione. Mesi di preparazione. Li vedevo scivolare come l'acqua sul marmo...Al via dopo 560 metri ho detto stop. Ho ascoltato il mio corpo. E ho pianto, cazzo se ho pianto. Come un bambino che apre un regalo di natale non desiderato. Come per un amore non corrisposto. Rabbia, frustrazione. Poi col passare delle settimane ho iniziato a capire che andare dall'hotel allo stadio è stata una sfida che ho portato a termine. E sono pure partito. Altri magari si sarebbero pianti addosso tutto il giorno nel letto...io perlomeno ho pianto in strada!"
"Chissà che vergogna eh!"
Beh un po' si... ma in fondo siamo fatti di sentimenti, mica siamo dei cinghiali laureati in matematica pura!
"Mah, a pensarla così però sembra che alla fine tu faccia confusione tra sport e vita...sono due cose ben diverse eh...Dai!"
Guarda sai che però non c'è poi tutta questa grande differenza? Ho avuto modo di sentire questa storiella tanto tempo fa da uno che di queste cose se ne intende e te la voglio raccontare perchè secondo me fa al caso nostro. Tu dici che la nostra vita non è uno sport? Ok. Allora ritagliamoci una immagine che tutti noi (spero anche tu ragazzo, me lo auguro) abbiamo avuto modo di impersonificare. Siamo negli anni 90, gli anni civili senza cellulare o whatsapp. Gli anni delle cabine telefoniche, delle cartoline, delle lettere. C'è un ragazzino di 15/16 anni, intorno a fine agosto, autostrada A14 direzione Nord, che siede sul sedile posteriore e ha la testa appoggiata al finestrino. Guarda fuori e sospira. Nello stesso momento a circa 250 km c'è un'altra macchina e anche li dietro c'è una ragazzina, ha circa 14/15 anni. Anche lei ha la testa appoggiata al finestrino. Anche lei sospira. Sai cosa hanno in comune? Che stanno facendo sport.
"Eh?? Ma che cazzo vuol dire scusa?"
Si, esattamente. Sono alle prese con la loro prima sfida. L'amore. Ti sembrerà incredibile ma in quel preciso momento loro sono in campo. Sono in gara. Stanno correndo ma il problema è che non si vedono e non sanno se uno sarà più forte dell'altro. La ragazzina non sa se il ragazzino sarà più scaltro, più bastardo, se correrà via senza aspettarla. E viceversa. L'unico modo per saperlo lo stanno sperimentando in quel preciso istante. Lo sapranno alla fine del viaggio. Sono in competizione tra loro e sanno che ognuno di loro dovrà fare il massimo per ottenere un bel risultato. Poi magari non sarà sufficiente ma questa è un'altra storia. Se non è sport questo allora cos'è? Tu ogni giorno che vai al lavoro provi a migliorarti; provi a svolgere una determinata mansione con più lucidità, con più zelo. Cos'altro stai facendo se non competere con te stesso? Non stai forse provando a migliorarti come un maratoneta prova ad abbassare il tempo, il SUO tempo durante la gara? Si ragazzo, che tu lo voglia o no la vita e le sue molteplici sfaccettature sono uno sport o se meglio preferisci una corsa quotidiana.
"Vabbè ascolta...non so se mi hai convinto ma nel frattempo ti va una birra?"
Una Guinness grazie!
KOR
LC

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