venerdì 30 gennaio 2026

Quasi 1 ora e 40...





"Quello come lo faccio?". 
Il mio pensiero intorno al 18° km di Novara è stato questo: un cavalcavia che non mi aspettavo e che si stagliava in tutta la sua maestosità davanti ai nostri occhi. In realtà il mio pensiero si è poi dileguato per fare spazio ad altri meno politicamente corretti che riguardavano coloro che avevano deciso di piazzarlo proprio lì, a 3 km dalla fine  Maledetti! Testa bassa, testa bassa, testa bassa! 
Novara. Ci ho lavorato, non mi piace granché come città; la trovo chiusa, opprimente, con un non so che di velata tristezza. Poi però ci vado ogni tanto: un aperitivo allo Sgasometro per ricordare i tempi che furono, il Coccia, la Sala Borsa...qualcosa di positivo lo devi trovare. Via XX settembre e il mercato all'angolo, quello delle nostre pause pranzo quando ti facevi tagliare la mortazza e te la facevi mettere direttamente dentro il panino appena comprato. Che era ancora caldo e fragrante. Sembra ieri ma sono passati 15 anni. 15. Il tempo che va da quando son venuto al mondo fino al rigore di Baggio calciato alle stelle al Rose Bowl di Pasadena . Fa riflettere.

"Novara la salto". Si, non s'ha da fare a sto giro: poca testa e poi ste mezze ultimamente mi vanno storte. 
1) Novara Half Marathon 2025: sono sotto medicinali, le gambe vanno poco e alla salitella se non ci fosse la Power mi ritirerei. La chiudo stremato. 
2) Scarpadoro 2025: al km 20,4 il cervello si spegne. Mi sono rotto le palle di correre, mi fermo. Mancano 700 metri. Frega niente. Se non avessi la borsa allo stadio me ne andrei a casa diretto visto che sono lì a meno di 300 metri. Poi riprendo a correre e scopro di aver fatto comunque un bel tempo. "Testa di... pensa se non ti fossi fermato!'.
3) Vitoria Gasteiz: 600 metri. Febbre e nausea. Freddo. La desideravo da tanto (la gara, non l'influenza intestinale!) e invece torno in hotel con la faccia da alieno.
4) Corripavia 2025: al km 16 stop. Dolore. Bestemmia. Mi fa male. Cammino. Ciao.

No, la mezza deve avere un conto in sospeso col sottoscritto. Dovessi fare Novara come minimo mi becco la lebbra o la peste bubbonica. Sicuro qualcosa deve andare storto.
Di botto, d'istinto mi iscrivo: prima o poi questa maledizione finirà...e difatti qualche giorno dopo mi faccio male, facendo le ripetute, ad un muscolo chiamato capo lungo che manco sapevo di avere e che un medico mi ha fatto scoprire. "Io fossi in te starei a riposo almeno 15 giorni". Bene, ma non benissimo.
Decido di seguire a modo mio il consiglio del medico e mi metto subito a correre: vada come vada.

Giorno della gara. Ore 08.15. "Cazzo ho dimenticato il tutore del ginocchio!". Ah no, eccolo! Un po' di riscaldamento, mi piace come temperatura. Ci sono i pacers. 1h e 45 palloncino color senape e 1h e 40 color giallo acceso. Scambio qualche parola con una pacer 1h e 40: "Allora sei dei nostri oggi?" "See figurati, mi piacerebbe ma già normalmente mi manca 1 minuto, oggi minimo 5, ad andare bene"
"E che ne sai? Le mezze sono strane!"
Da oltre 1 anno ho un obiettivo personale sulla mezza: stare sotto 1h e 40. Non so perchè ma la vedo come una sorta di chiusura del cerchio. Realizzabile? Non lo so, non ne ho idea. So benissimo che per la maggior parte di chi corre non è che sia poi tutta sta impresa...ma io mi definisco un runner della domenica perciò...
Non ho velleità competitive; io corro perchè mi fa stare bene non perchè devo dimostrare ad altri che son meglio di loro, figuriamoci poi su una strada...
Partenza, e dopo circa 1 km mi superano anche i pacers 1h e 45, ma già lo sapevo. Per la prima volta decido di correre libero, suonasse pure il garmin! Corro e penso a tante cose. Tante. Ad un certo punto mi fisso sul fatto che non ricordo come si intitola il terzo capitolo dei cinque totali della Waste Land. Giuro. Non so perchè mi sia venuta in mente: The Burial of Dead, A Game of Chess, vuoto , Death by Water, What the Thunder Said. Credo di aver passato un buon quarto d'ora ad arrovellarmi il cervello. Niente. Sono talmente in fissa che salto il ristoro del 5° km, poi mi viene in mente: The Fire Sermon. Finalmente! E nel frattempo mi accorgo di aver recuperato i pacer 1h e 45. Li supero e decido che proverò a stare nel mezzo tra loro e quelli di 1h e 40. Do un'occhiata al Garmin (e vabbè la tentazione è troppo forte) e vedo la proiezione sulla mezza: 1h e 42 minuti e tot. Buono dai! Inizio ad affrontare qualche discesa con quella che io chiamo "la tecnica dello sbronzo" (mi raccomando la "B") ovvero busto avanti e braccia molli come se stessi inciampando. Probabilmente è una tecnica utilizzata da tutti ed ero l'unico a non conoscerla ma funziona eccome. Dopo 2 o 3 discese così la proiezione va ad 1h e 40. Oh ma questi sono i pacers dell'ora e quaranta! Sono al 15esimo. 1h e 39, 40. Oh cavolo! 
1h 39 e 35. 1h 39, 30. I pacers 1 h e 40 sono dietro. Mancano 3 km. Il cavalcavia. Busto avanti e sguardo in basso per non guardare la salita: funziona. Altra discesa da sbronzo. 1h 39 e10. 1km. Li comincio a capirci poco. Cioè dopo tutto sto casino e sto periodo folle vuoi vedere che...Manca sempre meno. "Adesso mi viene un crampo", "Adesso inciampo", "Adesso scoppio". Viva la positività. Vedo il traguardo e sprinto. Arrivato. Oh ma ce l'ho fatta! Passa un minuto e non ci credo. Poi piango. Come se ad un tratto il peso e il fiato corto di questi mesi fossero vomitati fuori. Per un attimo ci penso: "Cazzo mi piacerebbe adesso andare sotto 1 h e 35!" ma poi mi dico che no! devo godermi il momento. Per molti miei "colleghi" correre una mezza in 1h e 39 è come prendere un bicchiere d'acqua: onestamente li invidio. In modo sportivo e sano ma li invidio. Per me è come aver scalato l'Everest senza ramponi.

Prossimo obiettivo? In realtà ne avrei due, anzi tre ma...una cosa alla volta. Per ora mi accontento...poi si vedrà!

KOR

LC




 



lunedì 26 gennaio 2026

NOVARA E DINTORNI



 La prima parte di questo post viene scritta venerdì 23 gennaio a circa 48 ore dalla partenza della Novara Half Marathon (ma chiamarla Mezza di Novara no?), quindi quanto leggerete potrà risultare una previsione azzeccata o una topica pazzesca stile Emilio Fede e le bandierine delle elezioni regionali 1995 (i più giovani probabilmente ignorano ciò di cui sto parlando, consiglio di andarlo a cercare sul web..). Ma perchè scrivere prima? Perchè mi sembra giusto fare un paio di considerazioni su questa maledetta gara che puntualmente ogni anno ci regala delle condizioni meteo davvero invidiabili: se nell'edizione del 2024 furono il freddo e la nebbia a farla da padroni, il 2025 ci portò in dote un diluvio universale di proporzioni bibliche che fortunatamente si placò qualche minuto prima della partenza lasciando però delle riviere in mezzo alla strada e trasformando quei dannati tratti ciottolati in vere e proprie trappole mortali...Quest'anno onestamente speravo nella clemenza degli astri, in un allineamento congruo tra Giove e Saturno, nell'intercessione di San Paolo apostolo di cui si festeggia la conversione sulla via di Damasco proprio il 25 gennaio. Insomma, riponevo e riponevamo speranze solide e concrete in tutto ciò. Speranza che a partire da martedì 20 gennaio ha cominciato a vacillare visto che sui vari siti meteo iniziava a comparire il famigerato simbolo della neve (dicasi NEVE!) per il weekend in questione. Vabbè la neve in pianura non attacca, c'è il riscaldamento globale e poi figurati da qua a domenica "fanno in tempo a cambiare 100 volte". Io non credo (più o meno) nelle coincidenze ma proprio martedì a pranzo non ricordo su quale notiziario ebbi modo di vedere un servizio sulla Oymyakon Marathon, una gara che si svolge annualmente intorno a metà gennaio nella ridente e soleggiata località termale di Ojmjakon appunto, o se preferite Оймяко́н oppure  Өймөөкөн. Questa simpatica tapasciata lunga 42 km e tot si corre solitamente con temperature vicine ai - 55°: guardavo il servizio e mi dicevo che  "Vabbè farà pure freddo a Novara, ma forse non così tanto dai!"




Tra l'altro la domanda che mi sorge spontanea è:  "Ma ai ristori cosa danno? Acqua? Vodka? Ti sparano direttamente per non farti soffrire come ai cavalli?" Comunque sia se ci fosse qualche ns atleta interessato a provare questa esperienza simpatica e formativa me lo faccia sapere...tutt'al più andremo a trovare e omaggiare la salma presso il reparto surgelati di qualche supermercato. Comunque quel maledetto servizio mi ha messo ancora più ansia per domenica 25...
Torniamo allora a Novara dannazione! Col passare dei giorni le previsioni sono effettivamente cambiate: era prevista neve martedì, poi pioggia fine mercoledi', poi giovedì ancora pioggia battente e infine oggi cielo coperto con pioggia fine fine. Temperatura alla partenza 3,5 gradi (58,5 ° gradi in più di Oymyakon!!). Non ci sono scusanti: andremo a daremo il meglio di noi stessi, o almeno ci proveremo!

C'è un'altra variabile relativa a questa gara che però più che una variabile è una costante in effetti: il calore del pubblico. Per usare un eufemismo diciamo che qualche novarese non vede così di buon occhio questa manifestazione. Trovate 2 articoli esemplificativi qui relativi all'edizione 2024:



Lo scorso anno non ho notizia di risse e/o regolamenti di conti tra corridori o abitanti; solo una simpatica persona che intorno al 14° o 15° km si rivolse al sottoscritto e a due che correvano vicino a me con un "Ma perchè non andate a lavorare invece che rompere i cog°*x/i a noi?" al che io risposi con un "Perchè sono ricco e non ho bisogno di lavorare!". Chissà se lo ritroverò quel simpatico signore bonario...Cosa farà domenica 25 gennaio? Per questa edizione io ripongo fiducia nella fratellanza e nella comprensione, percio' tirando le somme: pioggia leggera leggere e popolazione festante!

Qui si conclude il pregara. Cio' che leggerete da ora in avanti sarà cio' che è accaduto!

Partiamo dalla fine: la pioggia leggera leggera c'è stata? Credo di no, o almeno più che pioggia sembrava umidità. La popolazione festante? Allora, qui devo dire che abbiamo avuto una piacevole sorpresa.visto che non sono partiti insulti, schiaffoni ma al contrario si sono sentiti tanti "Dai / Coraggio/ Forza / Bravi". Le sorprese sono sempre dietro l'angolo alle volte...
Tanta gente, parcheggi simili a paludi, un palazzetto accogliente, tempo freddo ma non freddissimo: questo quello che abbiamo trovato a Novara non appena arrivati.
Poi tutti fuori per riscaldarci, la partenza si avvicina. Musica che accompagna il nostro riscaldamento e poi il rituale della foto dove per una volta siamo stati tutti puntuali. 

Pronti, partenza via! 
Percorso nuovo, molti saliscendi, un bel cavalcavia al 18° km e un bel tifo. Tutti questi ingredienti hanno portato la nostra squadra ad ottenere risultati eccezionali sia nella Mezza che nella 10 km
P.B.nella Mezza per 2 nostre girlz ovveo Ida e La Ceci, ottimi tempi per la Ross, la Gio, Claudia e l'Anto. Dulcis in fundo siamo felici di comunicare che Ivana è risultata la prima donna Buccella classificata!
Menzione anche per le ragazze della 10km con Liana, Erica e la Simo bravissime nel cimentarsi nella loro prova!





E i boyz? Si, ci abbiamo dato dentro anche noi: P.B per Ivo e per il sottoscritto e, per i neo Buccellas Salvo (prima gara con i Buccella e subito 1h e 25 tanto per gradire), Davide Colli e Stefano Brogin. Menzione per Luca Signorino che con 1h 20m e 36 si è classificato 5° di categoria...tanta roba!






Anche la 10 km ha visto 2 esordienti con la nostra maglia: Riccardo Resente (51:19 per lui) e Stefano Vicino (54:20): le prime delle molte gare che affronteranno in rosso!


Buonissime prove anche per .Matteo, Max, Gigi (altro gradito ritorno),  Davide, Robby e il nostro pres. Uby!
Cosa rimane della giornata di oggi (anzi di ieri) ? Beh, la fatica, la stanchezza ma anche e soprattutto la gioia di esserci e di averla vissuta. Non è stata per niente male come apripista...ora non resta che continuare!
Eh già...
E, come sempre e maledettamente per tutti...KOR!
LC























domenica 18 gennaio 2026

Si inizia...

2026 in progress. Esauriti i trenini di capodanno che ormai sono un lontano ricordo ci siamo rituffati a pieni polmoni in quello che ci riesce meglio: correre!
La nostra famiglia si è allargata nel frattempo: tanti volti nuovi, nuova energia, nuovi compagni di corsa! Nuovi e uniti nel nostro colore rosso Buccella! Sarà un anno speciale quello che andremo a vivere perché coinciderà con il decennale della fondazione della nostra società: un traguardo importante, uno stimolo a fare ancora meglio. Nel frattempo arriveranno Novara, la Salamellando, la Scarpadoro, Milano, le tapasciate primaverili ed estive, il Manazza...ne dimentico qualcuna? Eh si...forse si...così a naso direi un paio che ci riguarderanno da molto vicino ma non c'è fretta.. Stay Tuned!
Sarà bello spiegare ai nuovi arrivati cos'è quella gara o quell'altra: c'è sterrato? È difficile? È di sera? Tutte domande che abbiamo fatto anche noi quando ci siamo avvicinati per la prima volta a questo piccolo mondo. Ci sarà da divertirsi eccome.
Nel frattempo abbiamo iniziato con tre appuntamenti classici di gennaio in attesa della evento clou della prossima settimana, ovvero la Novara Half Marathon: il 6 gennaio, muniti di scopa, i Buccellas hanno inaugurato la stagione delle tapasciate 2026 con la corsa della Befana in quel di Gravellona Lomellina. Tanto sole e tanto freddo ma Buccellas sempre in prima linea per questo immancabile evento.



Corsa ma anche cibo visto che non è mancato il ristoro finale sempre apprezzato dai nostri atleti!

5 giorni dopo è stata la volta della Stracasorate 2026. Una edizione quella di quest'anno baciata da uno splendido sole che ha in parte mitigato le fredde temperature mattutine.



Ritrovo alle 07.15, facce assonnate ma tempo venti minuti e ci siamo ritrovati tutti pronti a correre per le campagne: chi 21 km, chi 13, chi 10. Poco importa: l'importante era esserci!



Dulcis in fundo...8° gruppo più numeroso e meritato premio da condividere con tutti coloro che hanno partecipato! L'appuntamento è fissato per il prossimo anno...sicuro non mancheremo!

E arriviamo ad oggi, domenica 18 gennaio dove a Zinasco Vecchia si è tenuta la tradizionale Marcia di Sant'Antonio. Uno dei momenti più difficili è stato rintracciare la location vista l'ubicazione della partenza ma alla fine i nostri eroi, grazie alla tenacia e al GPS, sono riusciti a presentarsi in perfetto orario sulla linea di partenza.


Anche oggi erano previsti 3 percorsi da 7, 13 e 19 km resi difficoltosi dalla pioggia e del fango ma fortunatamente non abbiamo registrato ne' feriti ne' dispersi tra i nostri atleti. Atleti che alla fine delle loro fatiche podistiche si sono concessi un lauto e meritato ristoro...




D'altronde lo diceva la stessa Virginia Woolf:

"Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene."

E se lo dice lei...

Chiosa finale ma non meno importante: i Buccellas hanno avuto l'onore di avere un loro atleta come tedoforo per le Olimpiadi invernali Milano Cortina: una grande soddisfazione per il nostro Francesco Toti, una esperienza indimenticabile che porterà per sempre nel cuore e negli occhi.



Congratulazioni!

E ora...appuntamento a Novara!

Ah già...KOR!

LC



















mercoledì 17 dicembre 2025

2025... Si chiude!!

E siamo arrivati alla fine di questo anno! Il 2025, che anno! Sembra ieri quando abbiamo affrontato il gelo della Stracasorate, l'incubo (poi non rivelatosi tale) della pioggia a Novara, la Scarpadoro nella nostra Buccella. La novità della Trezzano in corsa ce la ricordiamo? Il caldo fuori stagione della 10 miglia di Garlasco, passando per la sempre bella Sforzesca in Verde. Beer Run e Cura e Bea per dare lustro al nostro omino col boccale in mano  Zeme e dintorni, Manazza Baratto, i trail più variegati. La corsa all'alba.  Stracassinetta e Maramotta come saluto all'estate. La nostra presenza in massa a Corriamo per la Prevenzione (sempre in prima fila quando si tratta di sociale!). Le maratone. Nuove reginette incoronate a Firenze e Taranto nel mezzo della Safety Race, il Corripavia e la sua nebbia. Dulcis in fundo, e non poteva essere altrimenti, la Nostra gara, la WE RUN FOR WOMEN e le nostre testimonial d'eccezione (che meritano un ringraziamento anche a distanza di un mese!). Manca qualcosa? Sicuramente. Ognuno di noi ha la sua gara, la sua esperienza del 2025 che conserva nel cuore; magari è una semplice tapasciata, magari una maratona, poco importa. I motivi saranno intimi e devono rimanere tali: ognuno dentro di sé li conosce. 
Nell'elenco grossolano appena stilato manca però la componente fondamentale: quella dell'unione. Quella del gruppo. Perché va bene le gare ma i ritrovi al sem della domenica mattina, col gelo e col caldo afoso sono un qualcosa che non riesci bene a descrivere. Ad una gara sei obbligato ad alzarti dal letto ad una certa ora: mica ti aspettano per partire. Diventa una sorta di dovere morale del tipo "Hai voluto la bicicletta? Pedala!". Tanto per intenderci a gennaio quando suonò la sveglia mattutina per Novara potevo sentire chiaramente fuori dalla finestra (di vedere manco se ne parlava) il diluvio biblico che si stava rovesciando. Dopo aver recitato i vespri mattutini ebbi quasi l'intenzione di girarmi dall'altra parte, fare pace con Morfeo e chi si è visto si è visto. Poi però avrei dovuto convivere con il rimorso: 25 euro credo fosse la quota. Un rapido calcolo: l'equivalente di 4 pinte di Guinness al Pogues. Non esisteva! Alzati e cammina. 
I ritrovi al sem invece hanno tutto un altro sapore e un'altra storia. Cioè nessuno ti obbliga a svegliarti presto d'inverno per trovarti davanti ad un semaforo alle 08 45 del mattino. Esiste anche la domenica pomeriggio per allenarti per chi non lo sapesse! E niente, in questi giorni stavo guardando le foto dei nostri ritrovi domenicali e quello che balza agli occhi è il numero dei partecipanti. Tanti e sorridenti. Infreddoliti, accaldati, azzanzarati (bello, mi piace il termine!) . Chi te lo fa fare? In quel momento decidi di essere li, non hai pagato una gara, non c'è il "ormai sono iscritto!". C'è il "a che ora il ritrovo?". Bello! Punto. 


Quando si chiude un anno solitamente si fanno dei bilanci; alcuni numerici, altri più personali. Quelli numerici hanno visto al termine della stagione salire sul podio del nostro campionato sociale Ida, Liana e Francesca nella sezione women e Luca, Zizza e Ivo nella categoria maschietti. Complimenti a loro per la costanza e l'abnegazione! 


E i bilanci personali? Beh se si chiamano personali un motivo ci sarà no? perciò ognuno ne stilerà uno ad hoc per sé stesso. Lo analizzerà e lo modificherà come più gli/le aggrada. L'importante è averlo.

il 2026? Già si parla di Novara, di Vercelli. C'è chi progetta la sua maratona, chi si chiede quando sarà la BEER RUN. C'è chi pensa a maggio, chi deve chiudere un cerchio, chi è pronto per nuove sfide, chi si affaccia per la prima volta al piccolo grande mondo Buccella Runners. Chi ha obiettivi e chi è curioso di vedere come va, come andrà. Il tempo dirà.
Non c'è fretta.

Nel frattempo...e nonostante tutto...prepariamoci!

KOR! Oggi più mai!

LC





sabato 13 dicembre 2025

...e poi il futuro...

Ci incontreremo di nuovo.
La premessa è questa. Premessa o prologo che dir si voglia, ma anche il contenuto e la conclusione.
Tutto il resto conta ben poco, solo semplici parole che scorreranno via. Velocemente. Ma tenete sempre in mente le 4 parole della premessa.
Giugno 2023: Beer Run, la mia prima gara con Voi anzi, con NOI! Mi è piaciuta subito: la situazione, la gara, la birra. Mi siete piaciuti voi. D'impatto. E guardate che non è facile per il sottoscritto perchè sebbene l'alcool ogni tanto mi faccia rallentare riflessi e parole (io a quest'ora più che rallentare dovrei già essere in retromarcia..) a me piace osservare le persone per capire se di loro e se su di loro posso contare, perlomeno nel breve periodo. Poi certo capita che alle volte la vita prenda pieghe particolari e allora vabbè, le certezze non sono più tali...ma fortunatamente questo non è stato il nostro caso. Quello che pensavo d'impatto allora lo penso tutt'oggi e quindi non posso che ritenermi fortunato e privilegiato. Perchè non è da tutti.

Ricordate la premessa.

2 anni e mezzo. Tanti, pochi a seconda di come uno li ha vissuti. Sono sempre più convinto che il tempo non sia uguale per tutti. In gran parte dipende da noi stessi, alle volte ci sono fattori esterni che condizionano la nostra percezione del tempo. Ci capita tutti i giorni di provarlo: una giornata stressante di lavoro, alle 3 del pomeriggio guardi l'orologio e pensi "cazzo sono ancora le 3!". Se sei in compagnia della persona che vuoi accanto in quel momento invece ti sembra che l'orologio sia stato manomesso. Guardi il soffitto e vedi che sono già le 23:45 e a mezzanotte se ne deve andare...ma se erano le 22:00 fino a 10 minuti fa! Che rabbia eh!? Per me questi 2 anni e mezzo sono letteralmente volati. Giuro. Ricordo ogni singola gara, tapasciata fatta insieme. Quella che ricordo meno ad essere onesti è la Sforzesca in Verde del 2024, o meglio ricordo fino alle 13.00 dopodichè ho una sorta di vuoto temporale che ad oggi non so spiegare, interrotto solo da una puntura di Plasil verso le 17.00...

Ricordate la premessa.

"Chi si ferma è perduto!" Sono sicuro di avere già utilizzato questa frase in un post precedente. Ed infatti mica mi fermo. Ho solo bisogno di rallentare un po', di lasciare riposare un po' ginocchia e spirito. Non significa fermarsi: significa ascoltare il proprio io, accettarne le richieste, assecondarlo per poi (ri)pretendere il meglio da lui. Servirà? Sono sicuro di si. Lo prendo come un regalo un po' strano che mi faccio in questo giorno del mio compleanno (25 anni...eh!)  Sono un inguaribile ottimista e anzi credo che i pensieri positivi aiutino a risolvere i problemi molto più velocemente. Cicatrizzano e guariscono senza lasciare segni in superficie e se sei fortunato anche sottopelle. L’importante però è non sottovalutare le ferite; non lasciarle scoperte e far finta che non esistano perché poi, alla fine, le conseguenze le paghi eccome.

Ricordate la premessa.

Avremo modo di vederci sulle strade della nostra bellissima Buccella, col caldo opprimente dell’estate e il freddo tagliente dell’inverno che solo la nostra amata (seee…come no!) Lomellina ci sa offrire. Sicuramente ci incontreremo in qualche gara dove cercherò di individuare la marea rossa. Percio’ bando alla malinconia. Dovrei concludere ringraziando tutti voi. Lo faccio. Grazie! Di e col cuore. Dovrei poi ringraziare qualcuno in modo particolare e speciale: lo faccio ora, senza fare nomi, fedele al pensiero del “chi deve sapere sa che è per lui/per lei!”
E’ stato un piacere, anzi no, correggo: è stato un onore!

E come consuetudine vi lascio questa bellissima frase. Dice molto. 

Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo, anche la brezza sarà preziosa.
RAINER MARIA RJLKE

KOR!
LC

martedì 2 dicembre 2025

Della Maratona e di altri Demoni...

Abbiamo vissuto un periodo a mille all'ora. C'è stato di tutto e di più sulle nostre strade: dalla nostra WE RUN FOR WOMEN, fino alla Maratona di Firenze e a quella di Taranto che hanno incoronato 2 nuove regine della nostra squadra. E, ormai possiamo dirlo, ci sono anche ottime notizie a livello provinciale...

Della WE RUN FOR WOMEN ne avevamo già parlato a livello "emozionale" ma oggi è giusto dare risalto anche agli splendidi risultati ottenuti dai nostri atleti, con il 3° posto assoluto di Luca Signorino, il 2° di categoria del Doc, seguito dal 3° per l'ottimo Ivo. Bravissima anche la nostra Arianna che si è classificata 2° nella sua categoria. Inutile dire che l'appuntamento è fissato per il prossimo anno dove vi aspettiamo sempre più numerosi. 


Abbiamo accennato prima a grandi notizie a livello provinciale: bene, ci sarà tempo per l'ufficialità e per la conferma definitiva ma una cosa dovete consentirmela: la nostra Ida ha intrapreso dall'inizio dell'anno un percorso con un obiettivo preciso da raggiungere, ovvero il primo posto di categoria nella classifica provinciale FIDAL PAVIA. È andata ovunque in lungo e in largo per tutta la provincia. Lomellina e Oltrepo' non hanno più segreti per lei. Ha corso, ottenuto podi di categoria, sfidato pioggia, fango, caldo, freddo. Di tutto di più e sempre con quella spavalderia e quella intraprendenza che le hanno permesso, alla fine del percorso,, di ottenere il...no, non è ancora ufficiale, non posso scriverlo mi dicono dalla regia.


Dannazione! Eppure, eppure la tentazione sarebbe forte...Ma bisogna essere equilibrati e non farsi prendere dall'euforia del momento perché altrimenti finirei per scrivere che dopo il Cross di Vigevano del 30 novembre (dove il nostro Piero, per inciso, ha ottenuto uno splendido terzo posto) la nostra Ida ha conquistato il primo posto a livello provinciale nella sua categoria ma essendo io equilibrato e rispettoso delle regole non lo scriverò. Perciò...incrociamo le dita per lei.


Mi perdonerà il grande Gabo per aver storpiato il titolo di uno dei suoi capolavori, un'opera che amo e che spero possa essere amata anche da chi sta leggendo in questo momento. 
È forse la maratona uno dei grandi demoni dello sport? Spaventa, toglie il sonno, mette a dura prova fisico e testa. La preparazione è meticolosa, non può essere improvvisata né raffazzonata. Chi scrive non ne ha mai fatta una e forse mai la farà o forse si ma questo poco importa. Quello che importa e quello su cui vorrei soffermarmi per un attimo è proprio quello che succede dopo che hai deciso che si, "Farò la maratona!". Mi piace pensare a quella frase contenuta in quel romanzo che tutti noi abbiamo letto alle scuole superiori che recita "Tra il primo pensiero d’una impresa terribile e l’esecuzione di essa (ha detto un barbaro non privo d’ingegno) l’intervallo è un sogno, pieno di fantasmi e di paure". Deve essere così in effetti. Ti prepari, segui tabelle, allenamenti, te ne fotti del freddo e della pioggia e corri. Ma davanti a te sai che ci saranno 42 km da affrontare. È facile e doveroso avere paura. È quasi naturale ritrovarsi a pensare per qualche attimo "Non posso farcela". Li entra in gioco la voglia di andare avanti. In quel momento, secondo me, prevale la voglia di trovarsi su quella linea di partenza per pensare "Beh cazzo ora ci sono". Invidio i maratoneti. Lo dico senza pudore. È una invidia però sana e salutare e piena di ammirazione.


Il 30 novembre si sono iscritte all'albo dei maratoneti la nostra Ross e la nostra Elisa. Firenze e Taranto: così distanti eppure così vicine. Determinazione, coraggio e voglia di riuscirci: semplice in fondo no? E non possiamo dimenticare Ivana e la Cri, anche loro protagoniste nella prova regina in quel di Firenze con prestazioni di livello assoluto; non era la loro prima volta ma in fondo poco importa: quando si tratta della maratona è come se lo fosse sempre. Ogni volta è un'emozione nuova. 

Poco importa se ora la stanchezza si fa sentire, se le gambe fanno male, se hai dolori ovunque: ci penserà la felicità nell'aver realizzato tutto questo a guarire dai dolori, meglio di qualsiasi cerotto, crema miracolosa o unguento poiché è proprio vero quanto dice Gabo nella sua opera.

No hay medicina que cure lo que no cura la felicidad 

Non c'è medicina che guarisca quel che non guarisce la felicità 

KOR 

LC





domenica 23 novembre 2025

WHRFW (WE HAVE RUN FOR WOMEN)

Lo avevamo promesso. 
Ci saremmo sentiti anche dopo questa manifestazione ed ogni promessa è debito. Scrivo ancora a mente calda (e corpo freddo!) perché credo che alle volte (il più delle volte in realtà) sia giusto non metabolizzare le emozioni e lasciare che esse scorrano libere senza freni e senza filtri. Provi un qualcosa ora? Gridalo, scrivilo, buttalo fuori. Fallo conoscere. Oggi non scriveremo dei risultati seppure ottimi ottenuti dai nostri atleti. No. Oggi scriviamo di altro. Ci sarà un tempo e uno spazio anche per loro. 
WE RUN FOR WOMEN. Un weekend pazzesco. Ansia, risate, cartoni ovunque, scatole, scale, camion da caricare, birre saltate all'ultimo, "vediamo chi ha la scrittura più bella", fazzolettini, carrelli, un caffè, "Ci troviamo domani mattina alle 5", "Che taglia vuoi?".
Sarebbe bello poter disegnare un filo conduttore che possa unire tutto ciò. Vi ricordate quel gioco della settimana enigmistica, quello di unire i puntini? Ecco, ho pensato che in fondo l'immagine di questo weekend sia proprio questa: abbiamo unito tutti questi momenti e abbiamo delineato l'immagine. Semplicemente. Che immagine è uscita? Quella di persone che ci hanno creduto davvero in quel che stavano facendo. Persone che hanno messo anima e corpo e che hanno rubato l'alba di una gelida domenica di novembre per essere lì a sistemare 3 transenne e mettere uno striscione in prossimità del traguardo. Ha un senso tutto questo? Se non ci credi no. Anzi, è da pazzi. Incoscienti. Fanatici. Malati. Devo continuare? Ragazze che hanno fatto e rifatto mille conteggi affinché tutti avessero l'opportunità di gareggiare e di passare una mattinata in allegria e all'insegna del sociale. E lo hanno fatto in un freddo pomeriggio che di autunnale aveva poco e che anzi era da considerarsi a tutti gli effetti invernale. "Non mi sento più i piedi!", "Ho le dita congelate". Che senso ha? Ne ha? 


Non c'è stato in questo weekend un attimo di rilassamento eppure non sono mai mancati i sorrisi, gli incoraggiamenti nei confronti di tutti. È facile quando sei in una comfort zone ma quando sei sotto pressione allora li si che vengono fuori le peculiarità delle persone. Se mai avessi voluto averne una conferma beh...direi che la conferma c'è stata eccome. Nella stanchezza, nell'ansia da prestazione è facile lasciarsi andare a scoramento o al "ma andate al diavolo!": beh io non l'ho visto. Ognuno ha aiutato al massimo delle proprie possibilità, anzi oserei dire che ha superato anche il limite. Questa mattina ho maledetto la sveglia alle 04.55. Letteralmente. Poi sono andato lì, vicino alla partenza che sarebbe scattata ben 4 ore dopo e ho visto che c'erano già altre 4 persone, a -3° , che spostavano transenne, che pianificavano...


Hai freddo, sei stanco ma certe immagini è come se dopassero la tua voglia di fare. Non riesci a stare con le mani in mano e ti viene naturale aiutare o quantomeno renderti disponibile a farlo. Così ti trovi a spingere carrelli con scatoloni pieni di magliette nel buio della pre-alba. Salvo poi incantarti come un bambino quando vedi che certi colori appaiono all'improvviso solo in quelle situazioni.

Il conforto di qualche caffè e poi via di nuovo in pista. Madonna che freddo! Abbiamo ancora un botto di pettorali da consegnare...ma quando arrivano? "Non vedo l'ora che sia finita!". Ma forse forse non lo pensiamo davvero. Ci piace quella sensazione di essere li, pronti per essere giudicati bene o male. Passibili di errore tutti quanti. Sono i momenti che a parole non vuoi vivere ma che dentro di te, nel profondo, ti fanno scattare l'orgoglio di essere li in quel momento. E col cavolo che ci rinunci. "Mai più!". Ma figurati: sei il primo a dirlo e sarai il primo a rifarlo il prossimo anno. Prenderai spunto dagli errori di oggi, ne farai tesoro, li correggerai e ne farai di nuovi il prossimo anno. L'ho detto: è bello e giusto che sia così. Quando non hai più niente da imparare da una cosa o da una esperienza che senso avrebbe volerla ripetere? Potresti solo peggiorare no?

Ma tutto questo non avrebbe avuto un significato senza l'apporto di chi poi ha voluto scendere in strada, ovvero I runner. Non parlo solo di noi Buccellas perché sarebbe scontato e riduttivo: parlo di tutti coloro che hanno corso, camminato, che hanno passeggiato con il cane. Sono stati proprio loro ad unire i famosi puntini e a far comparire il disegno nascosto. Mi è capitato di captare verso la fine della gara un "Grazie ragazzi, alla prossima!". Beh, possono sembrare frasi di circostanza, forse lo sono, non mi interessa, ma averla sentita (e non era diretta a me) mi ha dato una carica di adrenalina. Sarò e sarà banale ma è quello che ho provato. Vuol dire che ci siamo stati, che abbiamo fatto un qualcosa che sicuramente almeno da una persona è stata apprezzata. E non è poco. 

Chiosa finale. Mi ha emozionato (mannaggia e me...la vecchiaia inizia così) vedere anche molti bambini entusiasti nel voler collaborare. In fondo per loro questa era una domenica da poter dedicare al sonno alla faccia di noi cosiddetti grandi; c'è chi ha dato le medaglie, chi spostava le transenne, chi mi ha aiutato a buttare via del vetro, chi era felice di essere li nonostante il freddo, chi non vedeva l'ora di veder passare la propria mamma dal traguardo. Avevano l'entusiasmo cucito addosso. Forse è quello il segreto. Forse è da lì che dobbiamo prendere sempre spunto. 



23 novembre 2025. 
Esserci era un dovere. 
Esserci è stato bellissimo. 

KOR

LC







venerdì 21 novembre 2025

WWRFW...WE (WILL) RUN FOR WOMEN

Sarebbe facile scrivere dopo...ma faremo comunque anche quello! Oggi vogliamo anticipare i tempi, in barba a superstizioni e al "non bisogna mai parlare prima del tempo!". E' un rischio, lo so, ma d'altronde il concetto di rischio fa parte della vita di ognuno, o mi sbaglio?

Dopodomani si terrà la nostra gara, la nostra corsa, la nostra iniziativa per gridare "NO!" ad ogni forma di violenza e prevaricazione verso le donne: in 2 parole, anzi 4, si terrà la WE RUN FOR WOMEN. Noi ci saremo, pronti a tutto affinché qualsiasi variabile si incastri perfettamente. C'è chi correrà, chi allestirà, chi farà quella cosa e quell'altra, chi andrà in ansia, chi porterà tranquillità; un fardello di emozioni ma tutte dirette ad un unico scopo: farcela! Prenderemo la nostra bella dose di freddo artico perchè si sa, i capricci del meteo non si chiamerebbero così se non fossero tali, capricci appunto, guarderemo i siti meteo con la speranza di una estate di San Martino posticipata (ma sappiamo che non sarà così) con dialoghi sui generis "Beh comunque è previsto sole" "Beh comunque non dovrebbe piovere"...un classico! "Fa freddo però eh!".
Dietro ad ogni gara c'è una macchina organizzativa mica da ridere: sarebbe troppo semplicistico ridurre il tutto a "ti inventi il percorso, lo misuri, lo pubblicizzi e via!". Semplicistico e semplicemente falso. Persone della nostra squadra che hanno dato il loro tempo, rubandolo letteralmente ad altre attività e impegni, per far si che tutto sia in ordine. Lo sarà? Non è importante Dio mio, non lo è! Pretendere di controllare e prevedere qualsiasi variabile aleatoria è utopia pura..e inoltre la perfezione non è caratteristica propria all'essere umano percio' ci sarà sempre quel dettaglio che alla fine non si incastrerà: da un conteggio che non torna, ad un pettorale che non si trova, "Oh! Manca una maglietta!", "Quella transenna non doveva essere messa li!". Ma alla fine che importa? Non sarà forse uno stimolo e una spinta per limare quel dettaglio la prossima volta? Una prossima volta dove una nuova incognita si presenterà e che sarà bello cercare di risolvere. Stimoli continui a dare e per dare il meglio di se.

Aggiornamento meteo: sole e temperature prossime allo 0 (leggasi zero). Pioggia prevista? No.


Quanti saranno i corridori? Non lo so, non mi sono informato onestamente. Spero tanti, senza fare numeri. Ognuno con i suoi obiettivi personali: chi correrà per fare il personal best, chi per stare in compagnia, chi perchè correre è bello, chi perchè ha bisogno di liberarsi da pesi e sentirsi vivo, chi perchè la causa è nobile. E chi per tutte queste motivazioni insieme. Non è importante. L'importante sarà esserci, tanto ognuno di noi conosce i propri perchè.
Quel che è certo è che se una persona decide di dedicare il proprio tempo a questo evento in una fredda domenica mattina di novembre vuol dire che evidentemente qualcosa di buono è stato fatto. Sarebbe facile, normale, ordinario pensare "Ma chi me lo fa fare! Io vado a correre di pomeriggio almeno fa un po' più caldo..e in più manco mi devo svegliare presto!". E invece chi sarà li, chi sceglierà di essere li con Noi avrà fatto qualcosa di straordinario nel senso etimologico della parola: extra, ordo, ovvero fuori dall'ordine, dalla regola. Dall'ordinario appunto. I padri latini la sapevano lunga...Noi erroneamente associamo spesso questo termine ad una idea di successo, ad una vittoria, a un qualcosa di grande. Quale atleta domenica mattina farà una prestazione straordinaria? Risposta: tutti. Da chi correrà a 3 min al km a quelli che ce ne metteranno 10. Tutti quelli che saranno in strada con noi staranno facendo un qualcosa di straordinario rispetto a tutti gli altri; non c'è modo si sbagliarsi, non c'è possibilità di replica alcuna. Lo vivranno e lo vivremo sulla nostra pelle.

Ieri sera stavo guardando le foto della passata edizione: è passato un anno, tanta acqua sotto i ponti. Tanti passaggi di tempo. Pensavo però, con una punta di tristezza (lo devo ammettere), che una cosa è  rimasta invariata: la necessità di organizzare ancora questa corsa perchè il problema sussiste. Non sono un sognatore nel senso lato del termine, non credo ahimè nella fratellanza universale ma onestamente speravo e spero ogni giorno che la nostra società potesse e possa fare dei piccoli passi avanti su certe tematiche. Essere costretti nel 2025 a parlare di prevaricazione verso le donne, di violenza di genere, di sopraffazione è un qualcosa che sporca l'animo e l'innocenza. Se oggi sentiamo la necessità e c'è la necessità di dover organizzare una manifestazione del genere vuol dire che evidentemente qualcosa non sta funzionando a livello di umanità. O forse sta funzionando su un livello che di umano ha poco o niente. Non mi interessa elencare i dati, non è questa la sede. Ognuno è libero di cercarli, sono alla portata di tutti. Una riflessione però mi sia concessa: quasi quotidianamente veniamo a conoscenza di certi episodi e subito, parafrasando il grande De Andrè "il cuore d'Italia, da Palermo ad Aosta si gonfiava in un coro di vibrante protesta!". Con il canto delle cicale a seguire...L'indignazione postuma è lo sport nazionale di molti e sarebbe davvero il caso di tirar fuori quel vecchio adagio della stalla che vien chiusa quando i buoi ormai son già belli che scappati...Triste, molto triste. Sappiamo che non sarà la nostra gara a far cambiare le cose. Non basteranno 1000 gare probabilmente. Non basteranno 1.000.000 di corridori. Ne siamo consapevoli.  Ma non per questo ci possiamo permettere il lusso di far passare sotto silenzio il tutto; non è una scusa valida e non lo sarà mai! E' tutto rinchiuso in quella frase di quella che per il sottoscritto è una delle poetesse americane più importanti (seconda solo alla inarrivabile Emily Dickinson), ovvero Ella Wheeler Wilcox:

To sin by silence, when we should protest, makes cowards out of men.

Tacere quando bisognerebbe protestare. è un peccato che rende gli uomini dei codardi!

Il 23 novembre partecipare è un dovere!

KOR

LC








martedì 11 novembre 2025

Parlando del più e del meno




"Oh ma mi devi dire perché corri!"

Ragazzo non lo so, forse è un qualcosa che sento come necessità primordiale, come un qualcosa che è sempre acceso dentro di me. Credo che il Correre ti permetta di iniziare una nuova avventura; oggi ho avuto modo di pensare che quello che mi piace di una gara non è tanto l'arrivo e molte volte neppure la gara in sé: amo la partenza. La sensazione di trovarmi sulla linea, in solitudine con me stesso  eppure al contempo con altre centinaia di persone, ognuna della quali con un obiettivo diverso, con ansie, paure e aspettative differenti. Quello è il momento nel quale hai deciso di cominciare, di metterti in gioco senza sapere come andrà a finire, anzi cosa succederà da lì a breve. Ma non importa: importa esserci. Importa esserti vestito, avere rinunciato al solito,  a quello che è comodo e garantito per andare a provare e a tentare qualcosa di nuovo. E se andrà male? Non avrai rimpianti ragazzo, fidati! Non potrai mai crucciarti su un maledetto "chissà cosa sarebbe successo se...". È tanta roba!

"See vabbè ma perché sbatterti quando stai bello comodo in casa? Sei fuori?"

A chi non piace la comodità? Io sono il primo ad amarla. Sono un fottuto abitudinario, con i miei riti e i miei tempi scanditi con precisione ma sai...alle volte occorre shakerare il tutto. Scuotere, se meglio ti garba il verbo...Perchè stare fermo alla lunga logora. E' una comodità solo apparente quella. "Chi si ferma è perduto!" diceva il Principe Antonio De Curtis. Piuttosto rallenta, guardati intorno ma non fermarti ragazzo. Prendi un respiro e vai su quella linea. Aspetta lo sparo e poi parti. E se ti farai male dopo 10 metri, 1 km o 20 km poco importa: intanto sei partito. C'è gente che rimane ferma tutta la vita..ti sembra poco?

"Si  puo' darsi che tu abbia ragione ma il problema è che gli altri son più bravi di me e lo so. Chi me lo fa fare di fare figure?"

Sai cosa penso? Che molte volte quando sono sulla linea di partenza in attesa dello start provo la sensazione di essere io contro me stesso. Sono io che devo migliorarmi, sono io che devo dimostrare che oggi sarò più bravo di ieri. Ognuno è un piccolo mondo. Alle volte mi è capitato durante una gara di intestardirmi nel voler superare chi era davanti a me e che era palese fosse più bravo, perlomeno in quel giorno e sai cosa è successo? Non solo non ce l'ho fatta ma ho persino perso l'occasione di migliorare me stesso per il troppo volere fare. Bisogna conoscere i propri limiti ragazzo e occorre accettarli. Non è debolezza: è consapevolezza. E' intelligenza. Non è sapersi accontentare: è conoscere a fondo se stessi. Solo accettando qualcosa di reale e tangibile ti permette di costruirci sopra qualcosa che ti farà andare più veloce.

"Si ma allora vincere non conta nulla scusa?"

Certo che conta. Ma più di tutto conta accettare di competere. Se sai in cuor tuo che in quella gara, in quel giorno, in quella città non ne hai proprio non è comunque una buona scusa per rinunciare. A distanza di mesi sai quale è stata la gara che mi ha dato più soddisfazione? La Mezza di Vitoria Gasteiz.

"Ahahaha, ma se dopo 500 metri ti sei ritirato...e sei pure andato fino a la per nulla!"

E' vero ragazzo, mi sono ritirato. Ma sai che c'è? Quella mattina avevo 38.5 di febbre, lo stomaco a pezzi. Il mio hotel era a circa 2 km dalla partenza. Cosa avrei dovuto fare? Sapevo in cuor mio che non sarei stato in grado di correre per più di 1 km., altro che 21 km Lo capivo mentre camminavo verso lo stadio. Avevo freddo, sonno, ero incazzato. Mesi che aspettavo quella occasione. Mesi di preparazione. Li vedevo scivolare come l'acqua sul marmo...Al via dopo 560 metri ho detto stop. Ho ascoltato il mio corpo. E ho pianto, cazzo se ho pianto. Come un bambino che apre un regalo di natale non desiderato. Come per un amore non corrisposto. Rabbia, frustrazione. Poi col passare delle settimane ho iniziato a capire che andare dall'hotel allo stadio è stata una sfida che ho portato a termine. E sono pure partito. Altri magari si sarebbero pianti addosso tutto il giorno nel letto...io perlomeno ho pianto in strada!"

"Chissà che vergogna eh!"

Beh un po' si... ma in fondo siamo fatti di sentimenti, mica siamo dei cinghiali laureati in matematica pura!

"Mah, a pensarla così però sembra che alla fine tu faccia confusione tra sport e vita...sono due cose ben diverse eh...Dai!"

Guarda sai che però non c'è poi tutta questa grande differenza? Ho avuto modo di sentire questa storiella tanto tempo fa da uno che di queste cose se ne intende e te la voglio raccontare perchè secondo me fa al caso nostro. Tu dici che la nostra vita non è uno sport? Ok. Allora ritagliamoci una immagine che tutti noi (spero anche tu ragazzo, me lo auguro) abbiamo avuto modo di impersonificare. Siamo negli anni 90, gli anni civili senza cellulare o whatsapp. Gli anni delle cabine telefoniche, delle cartoline, delle lettere. C'è un ragazzino di 15/16 anni, intorno a fine agosto, autostrada A14 direzione Nord, che siede sul sedile posteriore e ha la testa appoggiata al finestrino. Guarda fuori e sospira. Nello stesso momento a circa 250 km c'è un'altra macchina e anche li dietro c'è una ragazzina, ha circa 14/15 anni. Anche lei ha la testa appoggiata al finestrino. Anche lei sospira. Sai cosa hanno in comune? Che stanno facendo sport.

"Eh?? Ma che cazzo vuol dire scusa?"

Si, esattamente. Sono alle prese con la loro prima sfida. L'amore. Ti sembrerà incredibile ma in quel preciso momento loro sono in campo. Sono in gara. Stanno correndo ma il problema è che non si vedono e non sanno se uno sarà più forte dell'altro. La ragazzina non sa se il ragazzino sarà più scaltro, più bastardo, se correrà via senza aspettarla. E viceversa. L'unico modo per saperlo lo stanno sperimentando in quel preciso istante. Lo sapranno alla fine del viaggio. Sono in competizione tra loro e sanno che ognuno di loro dovrà fare il massimo per ottenere un bel risultato. Poi magari non sarà sufficiente ma questa è un'altra storia. Se non è sport questo allora cos'è? Tu ogni giorno che vai al lavoro provi a migliorarti; provi a svolgere una determinata mansione con più lucidità, con più zelo. Cos'altro stai facendo se non competere con te stesso? Non stai forse provando a migliorarti come un maratoneta prova ad abbassare il tempo, il SUO tempo durante la gara? Si ragazzo, che tu lo voglia o no la vita e le sue molteplici sfaccettature sono uno sport o se meglio preferisci una corsa quotidiana.

"Vabbè ascolta...non so se mi hai convinto ma nel frattempo ti va una birra?"

Una Guinness grazie!

KOR

LC 





martedì 28 ottobre 2025

INFATICABILMENTE SQUADRA

Continuare a fare quello che ci piace e farlo bene. Una frase che ben riassume le ultime due settimane di noi Buccellas: tra prove massacranti, gare veloci, trail, maratone, mezze maratone e allenamenti in preparazione a sfide sempre più grandi abbiamo riempito i nostri weekend con la solita tenacia che ci contraddistingue. 

Si parte da uno dei classici autunnali che risponde al nome di Safety Race: anche questa edizione, organizzata egregiamente dagli amici Escape, ha visto un numeroso gruppo di Buccellas presenti sulla linea di partenza, tant'è che la nostra squadra è stata premiata come quella più numerosa della manifestazione.




Una bellissima soddisfazione che va oltre ai risultati (seppure ottimi!) ottenuti dai nostri atleti: 1°posto di categoria per il nostro Piero e 2° per Ivano Nicolosi con tempi finali di tutto rilievo! Ma il settore femminile non è stato da meno, anzi...Congratulazioni per il primo podio assoluto delle nostre Mimma e Cecilia (rispettivamente 3° e 2 °), per il 3° posto di Arianna Nobile e, dulcis in fundo, il 1° posto della nostra Edi. 











Tutto qui? No di certo! La nostra Power ha deciso di cimentarsi nella 6 km ottenendo il 1° posto assoluto con una prova di carattere e tenacia. Brava lei!!



La Catalunya è una terra magica, dai paesaggi alla dolcezza del linguaggio, un perfetto mix tra la dolcezza del francese e la musicalità del castigliano. Ma non era tempo di poesia per le nostre due spartane Erica e Simo che in quel di Santa Susanna hanno conquistato, al termine di un weekend di ordinaria follia (e fatica!), la Trifecta Spartan Weekend. 3 prove da svolgere nell'arco di 24 ore, rispettivamente di 24, 13 e 9 km, condite da ostacoli e fango. Mission accomplished per loro, sfida superata, trifecta conquistata. Aro! Aro! Aro!


Dalla Spagna alla città dei Quartieri Spagnoli. Napoli e la sua gente, i suoi colori, l'addore 'e mare cantato dal grande Pino: questa la cornice della Neapolis Marathon che ha visto impegnati Luca Signorino nella prova regina e Ivo nella mezza. Purtroppo per Luca non è stata una gara fortunata, costretto al ritiro al km 33 per guai fisici. Nessun dramma: fa parte del percorso di ogni atleta e rialzarsi sarà ancora più bello. Ivo invece ha chiuso la sua prova con il notevole tempo di 1h e 36 minuti con il privilegio di poter correre in uno dei paesaggi più suggestivi d'Italia (e non solo mi permetto di aggiungere..)



4 gli appuntamenti del weekend appena trascorso ognuno completamente diverso per distanza e tipologia. Si parte dall'Olba Cross in quel di Sannazzaro dove Ida e Piero hanno corso i 6 km previsti dalla prova FIDAL classificandosi rispettivamente 2° a livello provinciale e di categoria e 1° a livello provinciale e 2° di categoria. Bravissimi entrambi a cimentarsi su un terreno duro e spigoloso.




Nick e Branda invece hanno deciso di fare una piccola passeggiata in montagna in occasione del Trail del Monte Casto: una gita domenicale di 44 km con 2050 metri di dislivello (bazzecole!). Ho già avuto modo di scriverlo: solo l'idea di doverlo affrontare mette i brividi, figuriamoci trovarsi li e trasformare l'idea in un proposito concreto! Una prova non per tutti affrontata sempre con la giusta dose di determinazione e anche incosciente spensieratezza!



Applausi e felicitazioni anche per il nostro Mirko, protagonista della Laus Half Marathon che, a dispetto del nome vagamente teutonico, si è svolta in quel di Lodi. Pettorale 210, energia e costanza: sfondato il muro di 1 h e 30 minuti. Mirko is on fire! Sotto con nuove sfide ora!


Per quelli che sono rimasti a Vigevano invece c'è stata la possibilità di provare in anteprima il percorso della II edizione della WE RUN FOR WOMEN 2025, che si terrà il 23 novembre 2025.


Percorso bello, immerso nella campagna, condito da qualche bella salitella allenante e che, siamo sicuri, troverà un riscontro positivo tra i tanti partecipanti attesi a questa edizione! Vi si aspetta!



Potrei e dovrei concludere qui...e invece no! Voglio lasciare spazio ad una piccola (e probabilmente banale) riflessione che facevo sabato pomeriggio dopo aver affrontato un lungo di 30 km con 3 compagni di squadra (per la cronaca, loro ne hanno fatti 35). Una riflessione che ebbi modo di fare anche dopo la mezza che più mi ha dato soddisfazione, quella di Pisa, ovvero se considerare la corsa come uno sport di squadra o meno. Quando sei in gara, sei da solo. Pensi per te stesso, ti concentri sui tuoi passi, sui tuoi respiri, sui tuoi pensieri. Corri e ci provi. Provi a battere gli altri o te stesso. In solitudine.  La gara però è il frutto degli allenamenti: è la raccolta dopo la semina. In tutta onestà MAI avrei pensato di poter correre 30 km: le ginocchia sono quello che sono, la mia capacità di rimanere concentrato sul pezzo dopo 21 km era tutta da verificare e forse lo è ancora.


Quando sabato siamo partiti alle 08 del mattino per affrontare quello che per me era il superamento delle Colonne d'Ercole (leggasi 21 km e 100 metri) mi ripetevo mentalmente che stavo facendo una boiata di proporzioni inenarrabili. 30 km. A che pro? Per dimostrare cosa? Ma più passavano i chilometri e più cominciavo a pensare che "se non lo faccio oggi che sono in compagnia, quando allora?". In quel momento ho capito che, con un po' di fortuna, ce l'avrei fatta. Perchè ero in squadra. Perchè potevo concentrare i miei pensieri non solo sullo sforzo fisico personale ma anche sulle parole degli altri.


Un doping naturale, fatto di "Luca ce la fai?", "Tutto ok Luca?". E così da accompagnatore mi sono ritrovato accompagnato e quando sono arrivato al km 21 e 101 metri ho capito quanto fosse stato importante essermi imbarcato in quella avventura, in quel giorno, con quella compagnia. Il concetto di squadra, se mai ce ne fosse stato bisogno, mi è apparso ancora più chiaro. Vale più di ogni fottuto personal best...capisci ammè!

KOR!

LC