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martedì 2 dicembre 2025

Della Maratona e di altri Demoni...

Abbiamo vissuto un periodo a mille all'ora. C'è stato di tutto e di più sulle nostre strade: dalla nostra WE RUN FOR WOMEN, fino alla Maratona di Firenze e a quella di Taranto che hanno incoronato 2 nuove regine della nostra squadra. E, ormai possiamo dirlo, ci sono anche ottime notizie a livello provinciale...

Della WE RUN FOR WOMEN ne avevamo già parlato a livello "emozionale" ma oggi è giusto dare risalto anche agli splendidi risultati ottenuti dai nostri atleti, con il 3° posto assoluto di Luca Signorino, il 2° di categoria del Doc, seguito dal 3° per l'ottimo Ivo. Bravissima anche la nostra Arianna che si è classificata 2° nella sua categoria. Inutile dire che l'appuntamento è fissato per il prossimo anno dove vi aspettiamo sempre più numerosi. 


Abbiamo accennato prima a grandi notizie a livello provinciale: bene, ci sarà tempo per l'ufficialità e per la conferma definitiva ma una cosa dovete consentirmela: la nostra Ida ha intrapreso dall'inizio dell'anno un percorso con un obiettivo preciso da raggiungere, ovvero il primo posto di categoria nella classifica provinciale FIDAL PAVIA. È andata ovunque in lungo e in largo per tutta la provincia. Lomellina e Oltrepo' non hanno più segreti per lei. Ha corso, ottenuto podi di categoria, sfidato pioggia, fango, caldo, freddo. Di tutto di più e sempre con quella spavalderia e quella intraprendenza che le hanno permesso, alla fine del percorso,, di ottenere il...no, non è ancora ufficiale, non posso scriverlo mi dicono dalla regia.


Dannazione! Eppure, eppure la tentazione sarebbe forte...Ma bisogna essere equilibrati e non farsi prendere dall'euforia del momento perché altrimenti finirei per scrivere che dopo il Cross di Vigevano del 30 novembre (dove il nostro Piero, per inciso, ha ottenuto uno splendido terzo posto) la nostra Ida ha conquistato il primo posto a livello provinciale nella sua categoria ma essendo io equilibrato e rispettoso delle regole non lo scriverò. Perciò...incrociamo le dita per lei.


Mi perdonerà il grande Gabo per aver storpiato il titolo di uno dei suoi capolavori, un'opera che amo e che spero possa essere amata anche da chi sta leggendo in questo momento. 
È forse la maratona uno dei grandi demoni dello sport? Spaventa, toglie il sonno, mette a dura prova fisico e testa. La preparazione è meticolosa, non può essere improvvisata né raffazzonata. Chi scrive non ne ha mai fatta una e forse mai la farà o forse si ma questo poco importa. Quello che importa e quello su cui vorrei soffermarmi per un attimo è proprio quello che succede dopo che hai deciso che si, "Farò la maratona!". Mi piace pensare a quella frase contenuta in quel romanzo che tutti noi abbiamo letto alle scuole superiori che recita "Tra il primo pensiero d’una impresa terribile e l’esecuzione di essa (ha detto un barbaro non privo d’ingegno) l’intervallo è un sogno, pieno di fantasmi e di paure". Deve essere così in effetti. Ti prepari, segui tabelle, allenamenti, te ne fotti del freddo e della pioggia e corri. Ma davanti a te sai che ci saranno 42 km da affrontare. È facile e doveroso avere paura. È quasi naturale ritrovarsi a pensare per qualche attimo "Non posso farcela". Li entra in gioco la voglia di andare avanti. In quel momento, secondo me, prevale la voglia di trovarsi su quella linea di partenza per pensare "Beh cazzo ora ci sono". Invidio i maratoneti. Lo dico senza pudore. È una invidia però sana e salutare e piena di ammirazione.


Il 30 novembre si sono iscritte all'albo dei maratoneti la nostra Ross e la nostra Elisa. Firenze e Taranto: così distanti eppure così vicine. Determinazione, coraggio e voglia di riuscirci: semplice in fondo no? E non possiamo dimenticare Ivana e la Cri, anche loro protagoniste nella prova regina in quel di Firenze con prestazioni di livello assoluto; non era la loro prima volta ma in fondo poco importa: quando si tratta della maratona è come se lo fosse sempre. Ogni volta è un'emozione nuova. 

Poco importa se ora la stanchezza si fa sentire, se le gambe fanno male, se hai dolori ovunque: ci penserà la felicità nell'aver realizzato tutto questo a guarire dai dolori, meglio di qualsiasi cerotto, crema miracolosa o unguento poiché è proprio vero quanto dice Gabo nella sua opera.

No hay medicina que cure lo que no cura la felicidad 

Non c'è medicina che guarisca quel che non guarisce la felicità 

KOR 

LC





martedì 29 aprile 2025

Di tutto, di più



Un weekend intenso a dir poco quello appena trascorso per noi Buccellas...Siamo stati impegnati su più fronti, fuori dai confini regionali e nazionali e non ci siamo certo risparmiati! Maratone, mezze maratone, trail, tapasciate e semplici allenamenti: c'è stato un po' di tutto nel nostro fine settimana..

La prima pagina ovviamente non poteva che guadagnarsela il nostro Aldo, protagonista nella London Marathon 2025; una edizione che ha visto una marea di partecipanti e che ha riempito le strade della capitale inglese. Una emozione fortissima all'ombra del Big Ben, dove il nostro Aldo, pettorale 24188, ha fermato il cronometro in 4 h e 49 minuti. Una prestazione super in una location suggestiva...complimenti vivissimi a lui!


Ritorniamo all'interno dei nostri confini nazionali e spostiamoci a sud, più precisamente a Taranto dove si è tenuta la Half Marathon del Mediterraneo. Qui la nostra Ross ha piazzato il tempo di 1h e 57 minuti andando per l'ennesima volta a podio di categoria (2° posto per lei). Correva nella sua terra perciò è facile immaginare la sua emozione e la sua gioia per questo risultato Un percorso non facile considerando il caldo e le continue salitelle che hanno messo a dura prova i polmoni e le gambe della Ross ma la sua forza di volontà alla fine ha prevalso su tutto...Brava Ross!!


Ritorniamo verso nord e più precisamente a Sarnico dove Cri, Leo e Fausto si sono cimentati nel percorso da 25 km della Sarnico-Lovere 2025. Una gara bellissima, un panorama stupendo sulle rive bergamasche del lago d'Iseo ma 25 km sono sempre difficili e tosti da affrontare...Quasi 2800 atleti partecipanti, una moltitudine che ha colorato il percorso fino all'arrivo al porto di Lovere ma chiaramente i sorrisi più belli erano i loro!!


Trezzano sul Naviglio invece ha ospitato la Trezzano in Corsa 2025, gara inserita nel nostro calendario sociale: 15 km su e giù tra i cavalcavia e i ponti sul naviglio di Trezzano (d'altronde lo dice il nome stesso, SUL naviglio...). Una edizione che ha visto un tempo finalmente clemente (dopo la calura pazzesca dello scorso anno...) e che ha permesso ai nostri runner di passare una piacevole mattinata partecipando ad una gara non competitiva ma comunque molto impegnativa...


Sabato 26 aprile era stato il turno invece dei Piccolini's in quel di Gozzano: era in programma il trail dell'Alpino, 12 km, 400 mt di dislivello e soprattutto tanta birra al traguardo, la giusta ricompensa di tutte le fatiche.


Concludiamo con quelli del sem: domenica mattina, ore 08.45 tutti in linea di partenza per il consueto allenamento. Il canale, il dentone, Mora Bassa...insomma tutto nella norma. Come al solito c'è chi ha corso 7 km, chi ne ha fatti 14, ognuno al suo passo, ognuno con i suoi obiettivi. Un filo rosso ci ha accomunato: il divertimento!


Bene, ora un po' di riposo fino a domenica...ah no! La 10 miglia di Garlasco del 1° maggio non la facciamo forse?? Ma figuriamoci!

KOR!

LC  




martedì 8 aprile 2025

Milano - Venezia...Vigevano

Tre città: Milano, Venezia e Vigevano protagoniste del nostro weekend. Certo, le prime due hanno rappresentato gli eventi top del fine settimana che per noi è iniziato sabato sera proprio nella città della laguna. 4 i nostri runner impegnati, la Cri, Leo, Nick e Luigino: la CMP Venice Night Trail è stata la loro sfida serale. 16 km tra i ponti (51) della Serenissima. Una faticaccia che però ha visto i nostri atleti riportare dei risultati davvero soddisfacenti (li trovate qui). D'altronde c'è chi decide di visitare Venezia in gondola e c'è chi decide di farlo correndo; qual'è l'opzione migliore' Ai posteri l'ardua sentenza ma se lo chiediamo a loro la risposta sarà abbastanza ovvia...



D'altro lato della A4 invece l'uscita del casello autostradale era quello di Milano. Una domenica importante che ha visto il capoluogo lombardo vestirsi a festa per l'arrivo della Regina. No, non c'è stata nessuna restaurazione sabauda, trattasi della Regina delle gare: la Maratona. 42,195 km sotto lo sguardo benevolo della Madunina che ha regalato ai nostri runner una mattinata di sole con temperature primaverili. Insomma c'erano tutti gli ingredienti per una grande festa e così è stato: Francesca e Serena le nostre girls impegnate che hanno fermato il cronometro rispettivamente in 3h:51 min e 4h e 53 min. Complimenti a loro! 4 i maschietti coinvolti: Luca, Piero, Silver e Zizza autori di tempi eccezionali che potere trovare cliccando qui . Tanta fatica ma anche tanta soddisfazione per noi Buccella, supportati anche da un tifo indiavolato: ci siamo fatti sentire eccome!!




Weekend solo di gare? No di certo! C'è stato spazio anche per il solito appuntamento della domenica mattina al sem.; un allenamento rilassato equamente diviso tra percorsi di 8 km e lunghi domenicali...


Un fine settimana targato Buccella: tanto sport, tanto agonismo, tanto divertimento! Il modo migliore per trascorrere i nostri weekend e sempre col sorriso stampato sui nostri volti!!

KOR

LC



venerdì 14 marzo 2025

Tu chiamale se vuoi emozioni (parte 3)


Terzo appuntamento con i racconti dei nostri maratoneti; le loro emozioni, le loro paure e i loro pensieri nell'affrontare quei 42 km di fatica. Un continuo esercizio fisico e mentale, passo dopo passo, metro dopo metro. Testa e gambe che devono fare lavoro di squadra per portare a termine l'obiettivo prefissato. Leggendo le testimonianze pubblicate sino ad oggi c'è una parola chiave che le accomuna; emozione. Quella cosa che dovrebbe essere l'essenza del nostro essere e alla quale puntiamo ogni volta che ci infila un paio di scarpe da corsa. Dovesse mancare vuol dire che abbiamo sbagliato o stiamo sbagliando qualcosa.

Oggi è la volta del nostro Alberto, della sua maratona (la prima!) di Firenze. Parola a lui e buona lettura!

Pensieri lunghi 42 km

Una lacrima solca il mio viso dopo tanti anni e dopo aver completato 42,195 km di corsa. Non avrei mai pensato di festeggiare così la mia prima maratona ma è successo. E' un susseguirsi di emozioni, a partire dal fare la valigia, prendere il treno e ritirare il pacco gara. La sera prima di tranquillità assoluta, una cena leggera e “a letto presto” visto la sveglia delle 7.

Non avrei mai pensato di vedere così tanta partecipazione: Via dei Calzaiuoli è gremita di gente e vedo, sullo sfondo, il magnifico Duomo di Firenze. Tutti siamo sulla griglia di partenza, infreddoliti ma carichi per la grande sfida che ci aspetta.

Poi lo sparo, i primi km in cui la bellezza del centro città mi riempie gli occhi di gioia e mi fa correre leggero, con un ritmo costante seguendo i pacer. ognuno affronta la sfida come meglio crede, chi parla, chi con le cuffie e la musica a palla e chi corre e basta. Attorno al 15esimo km, penso “maledetta scarpa, perchè ti slacci?!?”, così, appena dopo il  ristoro mi fermo un attimo e riparto con tutti gli amici che, come me, seguivano i pacer.

 In tanti mi avevano raccontato l’emozione della prima maratona ma solo correndo per alcune zone che ho visto da turista, posso comprenderlo a pieno. Finché non passi dal lungarno e dalla basilica di Santa Croce, con le strade gremite di gente che ti incitano, non puoi dire di aver visto davvero Firenze. Ero talmente immerso in questo panorama, che non sentivo nemmeno la stanchezza fino al famoso e temuto cavalcavia al 35esimo km.

Penso “Alberto, ti fai sempre convincere ad accettare delle sfide impossibili….” ma sono così: mi piacciono le sfide impossibili. Nel mentre, ascolto Gem nelle cuffie, uno dei miei artisti preferiti che mi accompagna da quando avevo i CD masterizzati in macchina, che mi da la carica. Quando  sono a metà del cavalcavia, sento la sua famosa canzone che si conclude con “Numero 10: farcela sempre!”

 

Sull’onda dell’entusiasmo, riesco a superare quella salita, prendo un gellino e continuo ma mi blocco meno di un km dopo… Un dolore alle gambe, tra il quadricipite e il ginocchio, mi costringe a rallentare e staccarmi dai pacer. Davanti a me vedo le ore di allenamento, i lunghi di più di 30 km, le uscite in pausa pranzo. “Non posso mollare”, dico tra me e me. Un dolore lancinante alle gambe divide i miei pensieri: da una parte alcuni mi dicono che non riuscirò a fare un altro passo, altri invece mi incito di continuare e concludere la prima maratona. Il mio spirito analitico riflette “vuoi mollare ora che sei al 90% dell’impresa?!?”. Così continuo rallentando il passo ma, dopo un km di agonia, riesco a rimettermi e riprendere il mio passo.

Nel mentre incrocio una compagna di squadra che mi da la carica per l’ultimo sforzo, vedo il cartello dei 40km, poi quello dei 41… L’ultimo km lo vivo leggero, con una felicità mai provata prima di aver compiuto un’impresa che in pochi credevano possibile che sarei riuscito a concludere (NdR. nemmeno io ci avrei scommesso a inizio anno).



Vedo il traguardo, l’arrivo, il tifo e il Duomo. Una fotografia e una medaglia non riescono a racchiudere tutto quello che ho provato durante quei 42km e 195 metri e forse nemmeno questa riflessione ci riesce.

Keep on running!

LC



mercoledì 26 febbraio 2025

Tu chiamale se vuoi emozioni (parte 2)



Nuovo appuntamento con le testimonianze, le emozioni, le paure e le gioie dei nostri runner sulla regina delle corse: la maratona. Anche questa volta la mia intenzione era quella di non leggerla in anticipo ma l'occhio mi è caduto su due parole nella prima parte del racconto che ci ha mandato la nostra Francy: "tunnel" e "buio".  E così ho avuto netta la sensazione che avrei potuto trovarci un qualcosa che mi avrebbe portato a qualche anno fa. Ricordi, sensazioni, sfumature.

Permettetemi perciò una piccola parentesi personale: è bello vedere e constatare come lo sport (non necessariamente la corsa, per carità) possa si diventare una sorta di ancora di salvezza, di ultima spiaggia ma che soprattutto (cosa fondamentale) ti possa dare l'opportunità di ripartire da zero. Lasciare alle spalle. Ricominciare. E' come cancellare o gettare via un foglio sporco o con un disegno venuto male e riprenderne uno bianco, pulito, nuovo dove poter ripartire e tornare a scriverci su, disegnarci su, raccontarci su, immaginarci su.

Basta così. spazio al racconto. Spoiler: è bello. Bello.


Colpo di fulmine

 
Premessa: Nel 2019 attraverso un periodo buio della mia vita.
 
Febbraio 2019
Una domenica pomeriggio, seduta sul divano, penso e ripenso a cosa potrei fare per uscire da questo tunnel maledetto. Mi viene in mente un sogno che avevo da piccolina: La maratona di New York.
Subito cerco su internet info. Senza pensarci due volte, mi iscrivo.
Nei giorni seguenti comincio a leggere articoli su come preparare una maratona. Nel frattempo, comunico alle mie amiche, Simona e Francesca, la mia decisione. Ricordo ancora la telefonata e la loro risposta: “Ok, veniamo anche noi. Facciamo questo viaggio a New York!” (Solo a distanza di anni scopro che la loro volontà di accompagnarmi non era per supportarmi, ma semplicemente per soccorrermi in caso d’infarto)
Comincia la magia.
Inizio a correre km e km da sola con me stessa e scopro una cosa incredibile; tutte le volte che le gambe cominciano a girare la mia testa inizia a pensare. Penso e riaffiorano ricordi di quando ero piccola. Tutti ricordi che avevo rimosso perché la maggior parte di essi sono eventi brutti. Mi rendo conto che queste cose non mi spaventano, anzi capisco che devo lasciare emergere tutto.
Corro ogni giorno, e ogni giorno faccio i conti con me stessa. Non ho paura di ciò che viene a galla perché mentre corro è come se non avessi paura di nulla. Inizio ad analizzarmi e scopro una persona diversa. Scopro tante belle qualità, sto bene come non succedeva da anni.
Qui capisco che la corsa mi sta salvando.
Nel frattempo, arriva il fatidico giorno 31 ottobre 2019, si parte!
 
3 novembre 2019
Ore 9:30 sono sul ponte di Verrazzano, mi guardo intorno è l’atmosfera è pazzesca!
Sin dai primi km sento le urla dei tifosi, è un’emozione incredibile. Io non mi preoccupo più di nulla, il tempo non mi interessa e fra l’altro ho un orologio che non so nemmeno come funzioni, me ne frego!
Mi godo ogni km, corro e basta!
42 km con il sorriso, felice di percorrere quelle strade ma il bello deve ancora arrivare:
Il traguardo!
Appena supero la linea dell’arrivo sento le lacrime scendere sul mio volto, guardo il cielo e penso che non può essere la mia unica maratona. Ci siamo innamorate, lei mi ha dato tutti gli strumenti per diventare una persona migliore ed io ho ancora molto da lavorare su me stessa. È scattato un colpo di fulmine!
 
 
Da allora ho continuato a correre, non mi sono più fermata.
Ho conosciuto persone fantastiche, ad esempio Antonella Raiola. Lei è diventata la mia compagna di corsa, quella persona con cui ti alleni ogni giorno. Tra noi c’è una bellissima e sana competizione. Spesso nei nostri allenamenti ci sproniamo a vicenda, ci sfidiamo, vinciamo e perdiamo. Sempre con lo spirito giusto. Sono certa che alcuni obiettivi non sarei stata in grado di raggiungerli senza la sua presenza.
Vi ho raccontato della mia prima maratona e vorrei aggiungere anche 2 parole riguardo la mia ultima maratona:
Valencia 2024
Qui è stato tutto più complicato! Avevo un obiettivo, avevo un orologio a cui rendere conto e avevo una grande sfida; vincere contro me stessa. Il mio peggior avversario è proprio la mia testa.
Già intorno al km 20 comincio a cedere, le gambe non vanno e i pensieri sono negativi. Mi fermo, rifletto e prometto a me stessa che avrei vinto. Ricomincio a correre con una determinazione mai avuta. Supero il km 35 e sto bene, nessuna crisi. Questo mi da ancora più forza.
Supero il km 40 e ora ho la consapevolezza che sto vincendo, ho battuto me stessa. La soddisfazione più grande che io abbia mai avuto, non per il personal best ma per aver avuto il pieno controllo della mia testa. Questo per me è una grande vittoria!
 
 
La corsa merita sempre il mio miglior sorriso, mi ha salvata, mi ha cambiata, mi ha migliorata.
 
Permettetemi un’ultima cosa, colgo l’occasione per ringraziare la prof. Isa Palazzeschi, lei è l’artefice di tutto.

Keep on running!

LC







mercoledì 19 febbraio 2025

Tu chiamale se vuoi emozioni (parte 1)

Oggi vogliamo regalarvi la prima piccola testimonianza (ne seguiranno altre) sulla prova regina, quella che, nel bene o nel male, tutti noi runner speriamo almeno una volta nella vita di dovere e potere affrontare: eh si, stiamo parlando della maratona. In realtà vi accorgerete durante la lettura che questa molto probabilmente non è una testimonianza nel senso stretto del termine: credo che non ci sarà nessuna cronaca del tipo "al 30° km ho avuto un momento di difficoltà" e cose simili. No! Si tratta delle emozioni e delle paure che attanagliano l'atleta alle prese con questa sfida. È inevitabile che queste ci siano. Il sottoscritto ad ora non ha mai affrontato questa gara, perciò può solo immaginare il vortice di emozioni che frullano in testa prima, durante e dopo la gara. Certo, ricordo che alla vigilia della mia prima mezza maratona (nel caso trovate qui la mia esperienza) ero molto curioso di vedere come sarebbe andata  ma se devo dire di aver provato una paura o un brivido particolare devo ahimè ammettere che no, niente di tutto questo è accaduto: probabilmente è questione di carattere, non so. Ma credo che quando affronterò quei 42 km e tot qualcosa succederà: non so cosa ma succederà. Deve. 
Mi accorgo di essermi forse dilungato un po' troppo e in effetti la curiosità ora sta prendendo il sopravvento: il nostro Alberto Gilardi, aka Zizza, ci ha gentilmente regalato il suo tempo e ha buttato giù di getto queste righe. Giuro, io non le ho lette, le pubblichiamo così, senza revisione o modifica alcuna, perché si andrebbe a perdere la spontaneità del tutto.
Buona lettura!


Maratona state of mind

Maratona. Maratona. Ma-ra-to-na.
Soltanto queste quattro sillabe hanno un bagaglio emotivo cosi imponente, che, quando si inizia anche solo a pensare di correla, è come se venissimo catapultati in un frullatore emotivo, che trita tutte le emozioni più viscerali. Il risultato è un frullato di ansia, paura, insicurezza, ma anche eccitazione, entusiasmo ed euforia.
E questo deve succedere ogni volta, pure alla centesima maratona.
Se venisse meno questo coinvolgimento emotivo allora ha poco senso sottoporre il nostro corpo a questo massacrante sforzo fisico.
Se il tutto viene sminuito, ci si limita ad una semplice corsa di 42 km in città, ad un contenuto da postare sui social, oppure ad una spunta nella lista di cose da fare prima di farci venire a prendere dalla station wagon di Mario.
Per correre una maratona bisogna sapersi emozionare.
Bisogna avere una parabola pronta a captare ogni sensazione che il nostro corpo ci invia, e se non siamo aperti a provare emozioni, tutto questo ci passa via indifferente. Brutta roba l’indifferenza.
Bisogna essere sensibili per cogliere queste percezioni, sentirle nella pancia, come un pugno che ci fa piegare in due dal male.
Il maratoneta è un masochista.
Si, perché bisogna accettare e godere della sofferenza fisica, del dolore. La posta in gioco è la nostra tenuta fisica, emotiva e mentale.
Aldo Rock insegna che ci si deve addentrare nella nostra “caverna del dolore”, se si corre al limite per lunghe distanze, è inevitabile.
Non è un luogo dove fuggire , ma serve per elevare le proprie capacità fisiche e mentali, serve agli atleti di endurance per temprare la resistenza.
Dalla sofferenza e dal dolore bisogna imparare a trarne il meglio, ed è allora che le avversità ci fanno bene, ci scuotono ai livelli più alti.
La caverna è da sempre simbolo di rinascita e iniziazione. Trasforma il dolore da limite a risorsa.
E’ il paradosso biblico valido ancora oggi, dove le tenebre diventeranno luce, e quella luce illuminerà la cosa più bella che tu possa mai immaginare al di fuori della caverna: le transenne ai bordi della strada sono gremite di persone che urlano, battono le mani e ti dicono che la tua sofferenza avrà presto una fine, quindi lo sguardo va oltre, a cercare quella dannata scritta “FINISH”. La brami. La desideri.
La desideri così tanto che quando la superi, blocchi il garmin, e allora ti quell’orgasmo che aspettavi da mesi. Viene alla mente ogni allenamento andato male, ogni uscita sotto l’acqua, i polmoni agognanti di ossigeno dopo l’ultima ripetuta.
Ci si allena fino a massacrare noi stessi per vivere ciò che si prova in quel momento. Per chi scrive è la soddisfazione di essere riuscito a portare a termine qualcosa nella vita, e a questa consapevolezza, puntualmente, ne consegue il pianto.
Un pianto copioso, quello di un vitello appena tagliato dal suo tralcio, perché non sono lacrime a bagnare il viso già fradicio di sudore, ma vera e propria linfa vitale che sgorga liberatoria, dopo tanta attesa.
Innamoratevi. Innamoratevi della corsa e correte una cazzo di Maratona. 

Oggi più che mai: keep on running!
LC