lunedì 16 marzo 2026

E Scarpadoro sia...

Le Idi di Marzo. "Tu quoque?"

Non sappiamo se in effetti Cesare abbia pronunciato o meno questa frase; certezze non se ne hanno, l'epoca poco si prestava a video virali ed intercettazioni ambientali perciò si rimarrà col dubbio se tale espressione di stupore sia in effetti un qualcosa di vissuto e reale o solo il frutto di una fervida immaginazione. 
Stupore appunto, misto ad una triste incredulità: cosi come Cesare nei confronti di Marco Bruto eccolo il nostro man mano che si avvicinava il giorno della Scarpadoro. Piove, vento, le temperature si abbassano. Stiamo entrando nella primavera, è mai possibile?
Diciamoci la verità, tutti noi quando qualcuno ci chiede "Ma come fai a correre con la pioggia?" rispondiamo con un certo orgoglio che "correre sotto la pioggia è rilassante, un po' d'acqua mica ti fa ammalare, meglio la pioggia del caldo, una volta che corri ti riscaldi". Tutto vero, tutto bello. Peccato che sotto sotto non ci crediamo troppo neppure noi, altrimenti non si spiegherebbero i messaggi ridondanti sulle previsioni meteo, "ma forse alle 10 smette!" , "Se è così me ne sto a casa". Correre col bel tempo è molto meglio, stop! Il resto sono frasi di circostanza.
Il giorno prima abbiamo maledetto il cielo che stava rovesciando sulla nostra città acqua in abbondanza condita da un vento freddo direzione NE. Andare a ritirare il pettorale o desistere? La facciamo o no? Alla fine chi prima e chi dopo ci siamo tutti recati allo stadio, attraversando una palude all'ingresso (a proposito, domani mattina passeremo proprio da quel varco dannazione!) e mettendo la nostra firma sul nostro impegno del giorno dopo. "Hai ritirato il pettorale?" "SI guarda, lasciamo stare va... ma chi cavolo (eufemismo) me lo fa fare domani mattina con sto tempo!" Dialoghi comuni. Guardi il cielo nella speranza di uno spiraglio, di una lama di blu: niente. Nuvole. Le nuvole. Non già quelle di Ariatofane ma più prosaicsmente quelle atmosferiche, meno filosofiche e più consistenti e reali...E domani? Problema: come ci vestiamo? Kway, termica, maniche lunghe o corte? Cappellino? Manicotti? 1 o 2 strati? Tanto lo sappiamo che qualsiasi cosa sceglieremo arriveremo allo stadio e diremo "Avrei dovuto mettermi...": fa parte del gioco.
21 km sotto l'acqua non sono il massimo, ma se ti copri troppo poi fa caldo, se non ti copri crepi dal freddo..e quindi si va un po' a tentativi fino a trovare l'outfit corretto! 
15 marzo ore 06.45 circa. Uno sguardo ai siti meteo e un orecchio fuori dalle persiane: piove. Si sente. E si sentono anche folate di vento. Le Idi di Marzo: a quest'ora Cesare stava ancora dormendo probabilmente o forse era in altre faccende affaccendato non sappiamo ma sta di fatto che noi abbiamo una mezza maratona, una 10 km da affrontare. Ad ognuno il proprio destino. 
Ci ritroviamo allo stadio: quanta gente. Siamo in tantissimi. Noi Buccella siamo mica pochi (e difatti verremo premiati come secondo gruppo più numeroso!) e siamo facilmente riconoscibili dalle nostre canotta rosse anche se qualcuno ha ben pensato di ripararsi dal vento e dalla pioggia sino all'ultimo con i più svariati abbigliamenti che vanno a mascherare quello che c'è sotto: l'inventiva prima di tutto.

C'è un atmosfera rilassata. Si ride, si scherza, è un pregara leggero. Non c'è tensione. Tutto scorre via e scivola lentamente. Ogni tanto una folata di aria gelida, un brivido ma intanto, oh ragazzi, non piove più. 
"Pettorali rossi all'ingresso". Eccolo anche Luca Signorino: arriverà 3° di categoria e 24° in generale. Orgogliosi di averlo con noi. Poi è il turno dei pettorali azzurri (o blu, non ricordo). Dal cancelletto alla linea di partenza è tutto un "Quanta gente!" , "Oh io son già stanco/a", "Stai già tirando?". L'inno di Mameli o Canto degli Italiani che dir si voglia. Emozionante come sempre. Il nostro inno, insieme a Flower of Scotland e alla Marsigliese è uno dei più belli sia come musica che come testo. 
3-2-1 via! 200 metri e siamo tutti nella palude del giorno prima. E poi avanti verso la Piazza Ducale. C'è gente ma non tantissima purtroppo. Il clima non aiuta e molti hanno preferito restarsene sotto le coperte o davanti a un buon caffè piuttosto che affrontare una fredda domenica mattina di tardo inverno. Chissà Cesare cosa stava facendo a quest'ora?  Si lascia la città e si entra in Buccella, la nostra Buccella. Ne conosciamo le curve, ogni singolo albero, ogni singola pendenza. Sappiamo dove troveremo le pozzanghere più importanti, sappiamo le zone più soggette al vento ma chissà perché, correre con altre persone non indigene ti fa riscoprire particolari che forse forse non avevi notato prima di allora. Bello così. E poi al nostro sem c'è sempre quel balcone da cui esce musica hard rock per dare la carica: all'andata al mio passaggio c'erano i Guns con Welcome to the Jungle, al ritorno mi sono beccato It's a Long Way to the Top (If you Wanna Rock 'n' Roll) degli AC/DC. Meglio di così.. Mentre corriamo proviamo ad individuare a distanza altri nostri compagni di squadra. Quello forse è Lorenzo, quelli mi sa che sono I pacer. Ecco la Carmen, il Nick e la Edi ai varchi che incitano. La Giuly che fa le foto. La Silvia in sella alla bici in attesa che passi l'ultimo. Poi al ritorno dopo il sem la Claudia che ti grida "Dai che è finita!". La squadra c'è. È viva!



Esce il sole. Non abbiamo beccato una singola goccia di pioggia in gara. Vento si, a tratti, ma completamente all'asciutto. E non è più una semplice lama blu tra le nuvole: è proprio il cielo che si sta davvero mostrando in tutto il suo splendore. È la primavera che sta facendo a botte con l'inverno e sta avendo la meglio. E intanto mancano sempre meno chilometri. Cesare probabilmente a quest'ora si stava recando in Senato. Noi ci stiamo recando a passo spedito verso lo stadio. Gli ultimi metri: si entra in pista. Sulle tribune c'è tanta gente. Ultimo sforzo ed eccoci. La medaglia, il ristoro. Il sole splendente. 


Idus Martiae. È quasi mezzogiorno. Abbiamo dato il massimo. Ci siamo divertiti. Abbiamo sofferto. Poteva andare meglio, poteva andare peggio, è andata come volevo. Poco importa. È stata una festa. E ce la siamo goduta alla grande. E Cesare?  Si, è andato incontro al suo destino. Ma questa è un'altra storia.
KOR!

LC




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