giovedì 18 settembre 2025

9 MALEDETTI SECONDI

Questo post nasce per scherzo, o meglio, l'ispirazione per quanto verrà scritto e letto nasce da una situazione apparentemente frivola e senza nessuna pretesa d'insegnamento. Domenica mi trovavo a guardare in TV la finale dei 100 mt maschili ai Mondiali di Atletica in quel di Tokyo e durante la presentazione degli atleti (che ammetto di non conoscere granché) l'occhio mi è scappato sulla bandiera di un paese che li per li non avevo riconosciuto: celeste con una striscia nera orizzontale nel mezzo. All'inizio l'avevo confusa con quella delle Bahamas (leggermente simile) e poi con quella di Barbados (non c'entra una cippa) salvo poi avvicinarmi alla TV e leggere la dicitura BWA: nonostante mi piaccia la geografia e sia abbastanza bravo con bandiere e capitali devo ammettere che quelle 3 lettere mi dicevano poco e/o niente e così ho dovuto cercare sul telefonino per risolvere l'enigma: Botswana. A nord del Sud Africa, repubblica parlamentare con capitale Gaborone, un nome che mette allegria, vai a sapere perchè...



Giamaica - Kingston, USA - Washington D.C. , Canada - Ottawa. E alla fine arriva Botswana - Gaborone con Letsile Tebogo a rappresentare il suo paese. Tebogo: mi piace il nome, suona allegro, come la capitale e percio' tiferò per lui. Ha possibilità di vincere? No. So che se la giocheranno i reggaez boys e l'amerigheno ma ho una simpatia innata per gli sfavoriti, per gli outsider, per quelli che ci provano ma che tanto sanno già che non ce la faranno. Deve essere atavica come cosa.

I 100 mt mi affascinano come sport. Che non vuol dire che mi piacciano particolarmente più delle altre discipline, sia chiaro, ma il fatto di dover concentrare tutta la tua energia, la tua potenza e la tua mente in quei 9/10 secondi è un qualcosa che ritengo essere destinato a uomini/donne con una marcia mentale in più. O quantomeno con 2 palle (metaforicamente parlando) grosse come due cocomeri. A me prenderebbe l'ansia tachicardica anche se dovessi correrli alla Sagra delle Lumache di Pizzighettone, figuriamoci in una gara competitiva e figuriamoci ad un mondiale. Una mezza maratona mi darebbe (anzi, mi da) meno ansia forse perchè li ho la possibilità di nascondermi tra la moltitudine di persone che gareggiano e anche la consapevolezza di non finire ultimo. A ben pensarci secondo me non esiste l'ultimo in una mezza o in una maratona: male che ti vada uno dietro lo troverai sempre, deve essere così per forza. Nei 100 metri invece avrei quella sensazione, quell'idea di essere messo in vetrina o sotto la lente di un microscopio e vivisezionato pezzo per pezzo, fotogramma per fotogramma, muscolo per muscolo, movimento per movimento. A mio parere un centometrista vive le stesse sensazioni di un portiere di una squadra di calcio: se fai una buona partita / una buona corsa verrai magari notato ma se commetti una sciocchezza o prendi una topica clamorosa stai pure sicuro che non passerai inosservato. Un centrocampista che sbaglia un passaggio cade nel dimenticatoio dopo 30 secondi, un attaccante che sbaglia un gol fatto magari ci impiega qualche attimo in più ad uscire dai radar...ma il portiere! Il portiere no! Non ha il privilegio dell'essere uno dei tanti. 

A tal proposito ricordo ancora perfettamente un episodio avvenuto durante la finale di USA 94 tra Italia e Brasile e la ricordo ancora più del rigore di Baggio: la papera di Pagliuca che si fa scappare un pallone innocuo dalle braccia e che fortunatamente colpisce il palo e ritorna in campo. La sottile linea tra la salvezza e la dannazione perpetua.



Provate ad immaginare: sogni di giocare una finale di un mondiale di calcio, realizzi il tuo sogno dopo anni di impegno e sacrifici e poi basta una frazione di secondo per farti crollare tutto addosso. Reset totale ma molto probabilmente senza neppure la possibilità di ricominciare da zero o da tre, come diceva Troisi. Non ricominci proprio. Sei segnato come quello che "ci ha fatto perdere il Mondiale": mica poco come etichetta da portare eh? Una lettera scarlatta in chiave contemporanea.

Cosa diavolo c'entra il nostro Letsile in tutto ciò? C'entra, c'entra. Sono tutti sulle posizioni di partenza. Davanti a loro 100 metri e dietro di loro mesi di preparazione, di sacrifici, di scatti, di palestra, di tecnica e di alimentazione corretta. E tutto per cosa? Per essere l'uomo più veloce del mondo. E lo devi dimostrare in meno di 10 secondi. Non hai tempo per una esitazione, per un passo fatto male. "On your marks". "Set..."

Chi non ascolta i Pink Floyd non puo' capire cosa sia la musica; se poi non ha mai ascoltato Dark Side of The Moon allora tanto vale tagliarsi le orecchie. C'è in quel concept album la traccia Time nella quale si dice tra l'altro:

And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

E poi un giorno scopri che dieci anni ti hanno voltato le spalle
Nessuno ti ha detto quando correre e ti sei perso lo sparo della partenza

Letsile lo ha perso. Non come intendevano Waters e soci ma lo ha perso. O meglio, se lo è creato da solo. Lo ha anticipato. In TV me ne sono accorto subito: vedi gli altri fermi sui blocchi mentre lui è già avanti di circa 2/3 metri. False start!



Meno di un secondo per rovinare un progetto, un'idea, un sogno. Cosa ti scatta nella mente? Ne sono valsi la pena tutti quei mesi addietro di fatica e sudore? A che pro? Avresti vinto o avresti perso? Come sarebbe andata? Ah se si potesse tornare indietro...giusto di qualche secondo eh! No, non si può. L'unica cosa che puoi fare è chinare la testa e andare avanti. Ho provato ancora più simpatia per Letsile (sia detto per inciso, manco so come si pronuncia il suo nome) perchè ha concentrato in quell'attimo le molteplici esperienze di tutti noi: un esame andato male dopo settimane di studio, una mancata gratifica dopo mesi di duro lavoro, una spaghettata troppo scotta per un attimo di distrazione sul cellulare mentre cucinavi. Colpa mia, colpa tua, colpa sua. Colpa di nessuno, è andata così.

Coraggio Letsile! E' stato un piccolo dramma sportivo il tuo ma quantomeno hai aiutato parecchie persone a sentirsi vicine ad un finalista mondiale dei 100 metri. In un'epoca di supereroi, miti inarrivabili e nuovi idoli in fondo in fondo non è forse questa la vittoria più bella? La tua e la nostra.

KOR!

LC





 









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