"Quello come lo faccio?".
Il mio pensiero intorno al 18° km di Novara è stato questo: un cavalcavia che non mi aspettavo e che si stagliava in tutta la sua maestosità davanti ai nostri occhi. In realtà il mio pensiero si è poi dileguato per fare spazio ad altri meno politicamente corretti che riguardavano coloro che avevano deciso di piazzarlo proprio lì, a 3 km dalla fine Maledetti! Testa bassa, testa bassa, testa bassa!
Novara. Ci ho lavorato, non mi piace granché come città; la trovo chiusa, opprimente, con un non so che di velata tristezza. Poi però ci vado ogni tanto: un aperitivo allo Sgasometro per ricordare i tempi che furono, il Coccia, la Sala Borsa...qualcosa di positivo lo devi trovare. Via XX settembre e il mercato all'angolo, quello delle nostre pause pranzo quando ti facevi tagliare la mortazza e te la facevi mettere direttamente dentro il panino appena comprato. Che era ancora caldo e fragrante. Sembra ieri ma sono passati 15 anni. 15. Il tempo che va da quando son venuto al mondo fino al rigore di Baggio calciato alle stelle al Rose Bowl di Pasadena . Fa riflettere.
"Novara la salto". Si, non s'ha da fare a sto giro: poca testa e poi ste mezze ultimamente mi vanno storte.
1) Novara Half Marathon 2025: sono sotto medicinali, le gambe vanno poco e alla salitella se non ci fosse la Power mi ritirerei. La chiudo stremato.
2) Scarpadoro 2025: al km 20,4 il cervello si spegne. Mi sono rotto le palle di correre, mi fermo. Mancano 700 metri. Frega niente. Se non avessi la borsa allo stadio me ne andrei a casa diretto visto che sono lì a meno di 300 metri. Poi riprendo a correre e scopro di aver fatto comunque un bel tempo. "Testa di... pensa se non ti fossi fermato!'.
3) Vitoria Gasteiz: 600 metri. Febbre e nausea. Freddo. La desideravo da tanto (la gara, non l'influenza intestinale!) e invece torno in hotel con la faccia da alieno.
4) Corripavia 2025: al km 16 stop. Dolore. Bestemmia. Mi fa male. Cammino. Ciao.
No, la mezza deve avere un conto in sospeso col sottoscritto. Dovessi fare Novara come minimo mi becco la lebbra o la peste bubbonica. Sicuro qualcosa deve andare storto.
Di botto, d'istinto mi iscrivo: prima o poi questa maledizione finirà...e difatti qualche giorno dopo mi faccio male, facendo le ripetute, ad un muscolo chiamato capo lungo che manco sapevo di avere e che un medico mi ha fatto scoprire. "Io fossi in te starei a riposo almeno 15 giorni". Bene, ma non benissimo.
Decido di seguire a modo mio il consiglio del medico e mi metto subito a correre: vada come vada.
Giorno della gara. Ore 08.15. "Cazzo ho dimenticato il tutore del ginocchio!". Ah no, eccolo! Un po' di riscaldamento, mi piace come temperatura. Ci sono i pacers. 1h e 45 palloncino color senape e 1h e 40 color giallo acceso. Scambio qualche parola con una pacer 1h e 40: "Allora sei dei nostri oggi?" "See figurati, mi piacerebbe ma già normalmente mi manca 1 minuto, oggi minimo 5, ad andare bene"
"E che ne sai? Le mezze sono strane!"
Da oltre 1 anno ho un obiettivo personale sulla mezza: stare sotto 1h e 40. Non so perchè ma la vedo come una sorta di chiusura del cerchio. Realizzabile? Non lo so, non ne ho idea. So benissimo che per la maggior parte di chi corre non è che sia poi tutta sta impresa...ma io mi definisco un runner della domenica perciò...
Non ho velleità competitive; io corro perchè mi fa stare bene non perchè devo dimostrare ad altri che son meglio di loro, figuriamoci poi su una strada...
Partenza, e dopo circa 1 km mi superano anche i pacers 1h e 45, ma già lo sapevo. Per la prima volta decido di correre libero, suonasse pure il garmin! Corro e penso a tante cose. Tante. Ad un certo punto mi fisso sul fatto che non ricordo come si intitola il terzo capitolo dei cinque totali della Waste Land. Giuro. Non so perchè mi sia venuta in mente: The Burial of Dead, A Game of Chess, vuoto , Death by Water, What the Thunder Said. Credo di aver passato un buon quarto d'ora ad arrovellarmi il cervello. Niente. Sono talmente in fissa che salto il ristoro del 5° km, poi mi viene in mente: The Fire Sermon. Finalmente! E nel frattempo mi accorgo di aver recuperato i pacer 1h e 45. Li supero e decido che proverò a stare nel mezzo tra loro e quelli di 1h e 40. Do un'occhiata al Garmin (e vabbè la tentazione è troppo forte) e vedo la proiezione sulla mezza: 1h e 42 minuti e tot. Buono dai! Inizio ad affrontare qualche discesa con quella che io chiamo "la tecnica dello sbronzo" (mi raccomando la "B") ovvero busto avanti e braccia molli come se stessi inciampando. Probabilmente è una tecnica utilizzata da tutti ed ero l'unico a non conoscerla ma funziona eccome. Dopo 2 o 3 discese così la proiezione va ad 1h e 40. Oh ma questi sono i pacers dell'ora e quaranta! Sono al 15esimo. 1h e 39, 40. Oh cavolo!
1h 39 e 35. 1h 39, 30. I pacers 1 h e 40 sono dietro. Mancano 3 km. Il cavalcavia. Busto avanti e sguardo in basso per non guardare la salita: funziona. Altra discesa da sbronzo. 1h 39 e10. 1km. Li comincio a capirci poco. Cioè dopo tutto sto casino e sto periodo folle vuoi vedere che...Manca sempre meno. "Adesso mi viene un crampo", "Adesso inciampo", "Adesso scoppio". Viva la positività. Vedo il traguardo e sprinto. Arrivato. Oh ma ce l'ho fatta! Passa un minuto e non ci credo. Poi piango. Come se ad un tratto il peso e il fiato corto di questi mesi fossero vomitati fuori. Per un attimo ci penso: "Cazzo mi piacerebbe adesso andare sotto 1 h e 35!" ma poi mi dico che no! devo godermi il momento. Per molti miei "colleghi" correre una mezza in 1h e 39 è come prendere un bicchiere d'acqua: onestamente li invidio. In modo sportivo e sano ma li invidio. Per me è come aver scalato l'Everest senza ramponi.
Prossimo obiettivo? In realtà ne avrei due, anzi tre ma...una cosa alla volta. Per ora mi accontento...poi si vedrà!
KOR
LC